1° aprile 2026
Visione larga
L’attenzione verte su come combinare le situazioni globali con quelle locali, ovvero le iniziative di larga scala per tutti con le attività ‘domestiche’ per noi. Problemi comuni sono quelli politici ed ecologici, ma poi ci sono tutti i risvolti industriali, culturali, sociali.
Politica: se la storia e l’attualità vengono interpretate in modo autoritario ed egemonico, aumenta il rischio di contenziosi e guerre e non possiamo difenderci con una politica locale casereccia.
Ecologia: se si sciolgono i ghiacci ai Poli, se si distruggono le foreste in Amazzonia, se la biodiversità è corrotta dalle plastiche e da rifiuti tossici, non possiamo far finta che noi non saremo coinvolti.
Industria: se le risorse, gli standard, le remunerazioni, la pianificazione e la manutenzione continuano ad essere tecnologicamente e amoralmente diversificati (come diversificassimo lo scartamento dei binari) sarà sempre più difficile realizzare progetti comuni.
Cultura: se l’educazione civica è scarsa non si possono sostenere progetti. Valori e consumi vanno condivisi, tutti conoscono i mercati e le opportunità. Linguaggi digitali, arte, letteratura, musica, sport, viaggi restano patrimoni comuni.
Società: se cosche d’affari eludono sistematicamente le regole (e le tasse), non possiamo supportare con interventi amatoriali l’amministrazione, la sanità, la gestione delle istituzioni. Né i cittadini vogliono diventare sudditi.
Senza proseguire oltre nell’elenco delle difformità tra globale e locale, anche se molti di noi hanno oggi un giardinetto operativo piccolo e funzionante, ci rendiamo conto che se non ci occuperemo con impegno di un giardino globale con un’etica e un’organizzazione condivisibile, non riusciremo a realizzare uno sviluppo soddisfacente di civiltà.
Mentre ci occupiamo ansiosamente del presente, consci che nessuno ha in tasca da solo una soluzione, uno sguardo sul futuro ci aiuterà. Anche chi ha costruito le piramidi guardava avanti.
Paolo Lutteri
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