1° settembre 2026
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Pianeta effervescente
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La vita sul nostro pianeta è sempre più intensa: le sfide belliche non accennano a smettere, l’inquinamento generale provoca cambiamenti climatici e catastrofi naturali, la tecnologia sembra risolvere molti problemi ma insidia la supremazia dell’intelligenza umana.
Il benessere di noi terrestri è fatto a scale, dove ai gradini bassi sembrano abitare sudditi e a quelli alti i dittatori. E nessuno è al sicuro. La visione lungimirante è debole, lo sfruttamento delle risorse immediato sembra prevalere.
Scrivo ‘sembra’ perché la realtà è molto sfaccettata ed è difficile fare sintesi materiali globali. Gli stili di gestione sono frammentati, i valori sono confusi. In più è molto diversificata la filosofia di vita personale che dovrebbe tenere accese le coscienze, sia studiando ipotesi di sviluppo sostenibile, sia gestendo la felicità al meglio secondo le risorse disponibili. Ovvero: la società mondiale è in effervescenza e il futuro è incerto, molti pensano per sè giorno per giorno e della civiltà globale del pianeta non se ne preoccupano. Pochi sono attenti a un avvenire comune.
Tra le iniziative serie e vivaci che ci aiuteranno a vivere tutti meglio ci sono quelle scientifiche (le scoperte della fisica quantistica, dell’astrofisica, della genetica, dei nuovi materiali…), quelle tecnologiche (AI, robotica, medicina, informatica, microprocessori, trasporti, esplorazione spaziale, energie alternative...) e quelle politiche.
Per iniziative politiche qui non intendo quelle partitiche, per lo più autoreferenziali rivolte alla gestione dei poteri, ma quelle rivolte al servizio della comunità, dei valori etici della convivenza, dell’economia, dello sviluppo sostenibile, della manutenzione di impianti, infrastrutture di gestione, cultura.
In questo contesto è evidente oggi una posizione europea modesta rispetto alle big tech e ai governi delle grandi potenze. Declino europeo? Forse, forse no.
Mi pare positiva l’iniziativa di Mario Draghi di costituire un gruppo di lavoro per dare valori a un destino comune. Cito qui il link del Rhine Group per consentire l’approfondimento, ma ne stiamo seguendo la missione e le attività: https://www.rhinegroup.eu/.
Paolo Lutteri
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