Un uomo o un uomo artificiale?

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

La rilettura di testi datati duecento anni fa può essere interessante. Giacomo Leopardi, nel 1824, aveva immaginato di costituire un’Accademia per “aiutare e promuovere gli andamenti e le inclinazioni del fortunato secolo in cui siamo … Dopo lungo e maturo esame si è risoluto di poterlo chiamare l’età delle macchine, non solo perché gli uomini di oggidì procedono e vivono forse più meccanicamente di tutti i passati, ma eziandio per rispetto al grandissimo numero delle macchine inventate di fresco ed accomodate o che si vanno tutto giorno trovando ed accomodando a tanti e così vari esercizi, che oramai non gli uomini ma le macchine, si può dire, trattano le cose umane e fanno le opere della vita”. Questa Accademia “reputa essere espedientissimo che gli uomini si rimuovano dai negozi della vita il più che si possa, e che a poco a poco dieno luogo, sottentrando le macchine in loro scambio”.
E Leopardi immaginò di istituire premi per chi avesse progettato macchine robotiche, dal momento che era ormai giunto il tempo che gli uomini si riposassero mentre solo le macchine avrebbero lavorato. La sua verve satirica ipotizzava sostanzialmente tre robot: l’amico fedele, la donna virtuosa e “un uomo artificiale a vaporeatto a fare cose grandiose e magnanime… Quegli che intraprenderà di fare questa macchina, legga i poemi e i romanzi, secondo i quali si dovrà governare circa le qualità e le operazioni che si richieggono a questo automato”. Ante litteram: un pappagallo stocastico o una proiezione del mondo?
Era l’auspicio cibernetico di un androide con intelligenza artificiale, ma in realtà si trattava di una satira sul progresso del meccanicismo a discapito dello spirito. Come se Leopardi prevedesse i rischi degli algoritmi che prevalgono sui valori morali. Era una fase del confronto tra le teorie illuministe della scienza tecnica, che comunque Leopardi non disconosceva, e il rispetto dei valori classici esistenziali, ai quali fu molto legato e ai quali molto dobbiamo della nostra cultura.
Con questa postilla dell’anno nuovo porgo a tutti i migliori pensieri per un 2026 nel quale si trovi più dialogo, attenzione ai bisogni al servizio di tutti e una pace condivisa, sostenibile per oggi e per domani.
https://it.wikisource.org/wiki/Operette_morali/Proposta_di_premi_fatta_dall%27Accademia_dei_Sillografi

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