
Situazione economica mondiale e prospettive 2026
Pub: Nazioni Unite - Dipartimento degli Affari Economici e Sociali (Testo inglese, 216 pagine)
Si prevede che la produzione economica globale crescerà del 2,7% nel 2026, leggermente al di sotto del 2,8% stimato per il 2025 e ben al di sotto della media pre-pandemia del 3,2%.
Nel 2025, l’inaspettata resilienza ai forti aumenti dei dazi doganali statunitensi, supportata da una solida spesa al consumo e da un’inflazione in calo, ha contribuito a sostenere la crescita. Tuttavia, persistono debolezze di fondo. Investimenti modesti e margini di manovra fiscali limitati stanno gravando sull’attività economica, aumentando la prospettiva che l’economia mondiale possa stabilizzarsi su un percorso di crescita persistentemente più lento rispetto al periodo pre-pandemico.
Il rapporto rileva che un parziale allentamento delle tensioni commerciali ha contribuito a limitare le interruzioni del commercio internazionale. Tuttavia, si prevede che l’impatto dei dazi doganali più elevati, unito alle elevate incertezze macroeconomiche, diventerà più evidente nel 2026. Le condizioni finanziarie si sono allentate grazie all’allentamento monetario e al miglioramento del sentiment, ma i rischi rimangono elevati a causa delle valutazioni elevate, soprattutto nei settori legati ai rapidi progressi dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, gli elevati livelli di debito e gli elevati costi di finanziamento stanno limitando lo spazio di manovra politico, soprattutto per molte economie in via di sviluppo.
“Una combinazione di tensioni economiche, geopolitiche e tecnologiche sta rimodellando il panorama globale, generando nuova incertezza economica e vulnerabilità sociali”, ha affermato il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. “Molte economie in via di sviluppo continuano ad essere in difficoltà e, di conseguenza, i progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile rimangono lontani per gran parte del mondo”.
Prospettive economiche regionali: espansione sostanzialmente stabile, ma disomogenea.
La crescita economica negli Stati Uniti è prevista al 2,0% nel 2026, rispetto all’1,9% nel 2025, sostenuta dall’allentamento monetario e fiscale. Tuttavia, un mercato del lavoro in flessione probabilmente peserà sullo slancio. Nell’Unione Europea, la crescita economica è prevista all’1,3% nel 2026, in calo rispetto all’1,5% del 2025, poiché i dazi doganali statunitensi più elevati e la continua incertezza geopolitica frenano le esportazioni. In Giappone, la produzione dovrebbe aumentare dello 0,9% nel 2026, rispetto all’1,2% del 2025, con una modesta ripresa interna che compenserà in parte le più deboli condizioni esterne. Nella Comunità degli Stati Indipendenti e in Georgia, la crescita è prevista al 2,1% nel 2026, sostanzialmente invariata rispetto al 2025, anche se la guerra in Ucraina continua a pesare sulle condizioni macroeconomiche.
In Asia orientale, la crescita è prevista al 4,4% nel 2026, in calo rispetto al 4,9% del 2025, con l’affievolirsi della spinta derivante dalle esportazioni anticipate. L’economia cinese dovrebbe crescere del 4,6%, leggermente inferiore rispetto al 2025, sostenuta da misure politiche mirate. In Asia meridionale, la crescita è prevista al 5,6% nel 2026, in calo rispetto al 5,9%, trainata dall’espansione del 6,6% dell’India, trainata dalla resilienza dei consumi e da ingenti investimenti pubblici. In Africa, la produzione dovrebbe crescere del 4,0% nel 2026, in leggero aumento rispetto al 3,9% del 2025. Tuttavia, l’elevato debito e gli shock legati al clima pongono rischi significativi. In Asia occidentale, si prevede che il PIL crescerà del 4,1% nel 2026, in aumento rispetto al 3,4% del 2025, ma la regione rimane esposta a tensioni geopolitiche e rischi per la sicurezza. In America Latina e nei Caraibi, si prevede che la produzione aumenterà del 2,3% nel 2026, in leggero calo rispetto al 2,4% del 2025, a fronte di una moderata crescita della domanda dei consumatori e di una lieve ripresa degli investimenti.
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