
Macchine e saltimbanchi
Pub: Media Duemila - Le Postille
Aut: Paolo Lutteri

Imperversa la discussione sulle macchine ‘intelligenti’. I robot cinesi umanoidi (Embodied AI) corrono le maratone, conquistano record sui 100 metri e nel salto in alto, fanno kungfu e skateboard, danzano e fanno spettacolo. E’ marketing, per addolcire l’ingresso di corpi artificiali nelle fabbriche, metamorfici, che dovranno convivere con operai umani sicuramente meno dotati e più costosi.
Altri robot, canidi o volanti, portano a destinazione bombe, cacciando uomini. E’ l’inversione di quando gli uomini cacciavano i lupi o i fagiani.
La tendenza di far agire le macchine ormai è diventata realtà industriale. Nell’editoria oggi basta già enunciare un pensiero, un titolo, e poi lasciar fare a una chat AI che ti sviluppa l’argomento, te lo correda di bibliografia, ti spiega le cose difficili con parole semplici e scorrevoli. In redazione ti fa fare carriera, all’Università ti scrive le tesi di laurea. I lettori ammirano.
Mi fermo qui, da soli capirete che cosa sarà in futuro l’impegno personale, l’assorbimento culturale e professionale, l’esperienza indiretta. Basta essere capaci di fare domande. Linguaggi digitali e giunti cardanici omocinetici faranno il resto.
Ne sarei contento, se non si aprissero discriminazioni enormi sui meriti professionali, sulle responsabilità di comando, sulle pianificazioni di comportamento. Di fatto la gran parte della generazione degli adulti, boomers, X, millennials o pressappoco, è già sbalordita dagli eventi, fatica a correre dietro alle novità, è smarrita nelle tecnologie e negli ideali.
Ideali? Robot e AI hanno ideali? Le macchine non hanno ideali, hanno solo obiettivi quantitativi da raggiungere. I loro valori sono pesi matematici, materiali. La loro cultura è nozionismo, la loro morale è quella che copiano dalle combinazioni di parole più frequenti.
Se le persone umane saranno troppo numerose o poco ubbidienti all’etica degli algoritmi prefissati, le elimineranno. Così come si fa nelle dittature.
E’ un avvenire distopico? Spero di sì. Non vorrei che la mia automobile mi portasse dove vuole lei e non dove vorrei io.
E se poi ci fosse qualcuno che guida tutte le macchine da remoto e che decide chi deve andare avanti e chi fermarsi, costui sarebbe un nemico della libertà, della democrazia e della giustizia. Intendo quella libertà, quella democrazia e quella giustizia che molti umani condividono nelle dichiarazioni universali dei diritti dell’uomo.
Questi documenti forse non sono completi, forse potremmo aggiornarli, ma sono il traguardo raggiunto da almeno tremila anni di storia e non possiamo spostarlo all’indietro. I salti sarebbero veramente mortali.
https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/DICHIARAZIONE_diritti_umani_4lingue.pdf (Rileggetela!)
https://www.media2000.it/macchine-e-saltimbanchi/
Nota di Paolo Lutteri
Dopo aver scritto questa Postilla, ho pensato di chiedere un parere e qualche suggerimento a un
motore di intelligenza artificiale. Ho scelto Copilot, di Microsoft. Ecco il risultato della conversazione,
che comprende 8 versioni letterarie della mia Postilla “Macchine e saltimbanchi”, redatte da Copilot.
E’ stato un test interessante sulle capacità dell’AI, che ha rispettato pienamente il senso del mio scritto
originale. Potete leggerlo nel pdf qui allegato. (Io in colore blu, Copilot in colore nero)
