
Le relazioni sono fondamentali
La Fondazione Salvetti ha promosso un meeting di soci e amici, a proposito delle crisi internazionali in corso: non solo la pandemia sanitaria, ma anche il confronto Ucraina-Russia che aggiunge gravi rischi alla pace nel mondo. La sostenibilità ambientale globale purtroppo sembra passare di priorità e aumentano anche le preoccupazioni con le responsabilità professionali e familiari.
Stefano Salvetti, in apertura, ha ricordato il mito di Prometeo e la distribuzione di giustizia ed equità voluta dagli dei e mal gestita dagli umani. Remo Lucchi ha proseguito l’incontro segnalando che negli ultimi decenni del ‘900 il livello di istruzione è cresciuto in Italia molto considerevolmente. Tuttavia, nonostante la popolazione giovane sia stata investita di responsabilità politiche e culturali, di fatto l’accesso al lavoro è restato precario e il potere economico reale è rimasto in poche mani. Il sistema scolastico non è andato incontro ai bisogni dei giovani, ma ha cercato di aggregarli acriticamente. Le aziende confermano come obiettivo il profitto, non la partecipazione sociale; svolgono una funzione aggressiva paternalistica e non di servizio. Il dibattito ha evidenziato come i problemi planetari di lotta all’inquinamento sono stati affrontati, ma con scarso impatto pratico. Nel mondo economico i gruppi finanziari, vogliono profitti veloci, non ricerche sociologiche. Anche i manager (che hanno in larga parte sostituito gli imprenditori-proprietari nella gestione delle imprese) devono rispettare obiettivi trimestrali di profitto, mirano a risultati di breve periodo, trascurano la lungimiranza. Le ricerche e gli approfondimenti sono invece sempre più importanti perché mettono in evidenza la complessità degli individui che sta dietro ai comportamenti abituali. Con l’arrivo della pandemia gli ideali sul futuro sono scemati e invece si affermano necessità e bisogni immediati.
La situazione nell’Est Europa, illustrata brevemente da Chiara Ejbich, allarga la crisi economica e sociale, con effetti migratori su tutto il continente.
L’innovazione tecnologica, soprattutto nel campo delle nuove risorse energetiche e della fisica quantistica, forse potrà salvare la situazione. Serve anche una migliore razionalità delle élite governanti. Occorre comunque un approccio globale (per esempio: non possiamo lasciare l’Africa alla periferia della civiltà). Le relazioni interpersonali, fondate sulla conoscenza e sulla fiducia, aiuteranno a gestire i problemi comuni e a dare sicurezza reciproca.
Il sito della Fondazione Salvetti sarà lieto di ospitare ogni ulteriore commento all’argomento.
