I PROBLEMI SOCIALI E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – CHE FARE?

In Zoom by Paolo Lutteri

Pub: Eumetra

Aut: Remo Lucchi

IL TEMA: Noi tutti abbiamo un unico obiettivo: abbiamo la vita, e dobbiamo fare di tutto per viverla bene.

Cioè … dobbiamo viverla, cioè essere attivi, … e viverla bene, sviluppando cioè un attivismo che rispetti i due fondamentali accompagnatori: l’ambiente e gli altri. Quindi:

  • vivere adottando rispetto del contesto ambientale
  • vivere nel totale rispetto degli altri, con relazionalità positiva,

Purtroppo – invece – il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato da complessità che hanno una evoluzione progressivamente preoccupante.

In particolare l’attivismo sociale degli individui non viene gestito in modo corretto, né dalle regole sociali che si sono innescate, né dall’evoluzione tecnologica:

  • c’è un tema che è all’origine delle tensioni sociali e delle contrapposizioni crescenti. Tema che necessita di diagnosi immediate ed adozione di soluzioni. Stiamo facendo riferimento ai problemi che sta subendo la vita, che investono la creatività sociale.
  • e c’è un tema connesso allo sviluppo tecnologico che risponde bene alle logiche del passato, ma che potrebbe avere conseguenze molto complesse: l’Intelligenza Artificiale.

Soffermiamoci sui due temi.

LA CREATIVITA’ SOCIALE – Creatività” “sociale” è vita:

  • La “creatività” è l’obiettivo: bisogna generare il nuovo, altrimenti la vita finisce
  • Il “sociale” è il metodo: il fare le cose assieme – “relazionalità” – è la metodologia per generare vita.

La creatività sociale nasce quindi dalla interazione fra individui, concepiti dalla natura appositamente diversi gli uni dagli altri, dove le idee complementari si intrecciano, e creano il nuovo.

Condizione basica è la relazionalità positiva, e l’evitamento di contrapposizioni, altrimenti non ci sarebbero relazioni.

Si ribadisce: la condizione primaria è la relazione positiva, sostenuta dall’etica. Purtroppo questa condizione è stata sempre meno soddisfatta nel periodo basico, cioè durante la formazione scolastica:

  • I nuovi giovani hanno certamente studiato, ma solo fino alle medie superiori. Hanno quindi acquisito senso critico, cioè raggiunto il primo obiettivo (però con centratura solo su SE STESSI) …
  • … ma non hanno proseguito gli studi: purtroppo l’interruzione ha impedito l’acquisizione della parte complementare, che è la fondamentalità degli ALTRI, e quindi l’etica.

Tutto ciò ha avuto conseguenze preoccupanti, anche per la complessità economica del periodo che si sta attraversando, che ha spinto verso la centralità solo dei propri interessi: sempre più contrapposizione, e lotte sociali crescenti.

Riprendiamo un concetto già più volte espresso: i 2 pilastri della vita…

  • 1°: “se stessi”,
  • e 2°: “gli altri”

vanno costruiti in modo equilibrato, e per questi obiettivi la formazione culturale completa è fondamentale. Mai costruire solo il 1° pilastro (°): come detto, alimenterebbe solo la centratura su se stessi, e la contrapposizione.

Fra l’altro, la costruzione anche del 2° pilastro – “gli altri” -, che richiede formazione culturale, offrirebbe agli individui anche un senso di maggiore protagonismo, e quindi capacità di stimolare e contribuire sempre più attivamente alla vita, ed anche al proprio benessere.

Ma così non è. E’ un problema fondamentale perché questa situazione sta creando malessere personale e sociale crescente. Solo con cultura ed etica ci sarebbe creatività sociale, che è quella dà senso di partecipazione e protagonismo. E che è condizione di vita.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – Si sta rafforzando sempre di più l’Intelligenza Artificiale. E’ una sorta di “entità esterna” cui ci si affida per la soluzione di problemi. E’ un’alternativa concettuale agli individui, è un’altra entità.

Non è uno strumento migliorativo dell’intelligenza attuale degli individui:

  • non è una Intelligenza Aiutata
  • non è una Intelligenza Aumentata

E’ altro rispetto agli individui. Quindi gli individui non hanno miglioramenti, non hanno contributi per una propria partecipazione personale più attiva, che è invece l’attuale problema dominante.

Peraltro è crescente il timore di conseguenze preoccupanti per il lavoro. Sul piano tecnologico è certamente da considerare una evoluzione, ma sul piano sociale potrebbe innescare problemi, sia nelle remunerazioni, sia nell’isolamento, non partecipazione.

Ci sono problemi sociali contrappositivi, che hanno avuto conseguenze anche nel mondo professionale, che non sono stati accettati, e che non vengono risolti. Sono temi che caratterizzano sempre di più la nostra esistenza. E l’Intelligenza Artificiale, così impostata ha alta probabilità di complicare le soluzioni. Forse una riflessione su una sua nuova ottimalizzazione, che tenga conto del momento sociale, andrebbe adottata.

Purtroppo, invece, parrebbe che le scelte che vengono fatte, e che sono sostenute dalla finanza anche per i vantaggi che danno nel breve termine, non tengano conto del sociale, e del suo futuro.

Una soluzione ci sarebbe, sempre con l’intervento attivo dell’Intelligenza Artificiale, che però dovrebbe ridefinire il suo ruolo, ed anche la sua denominazione.

Non dovrebbe essere un’entità sostitutiva degli individui, ma una partner alleata e potenziatrice delle capacità produttive degli individui, essere dalla loro parte. Il soggetto prioritario della vita è l’individuo, e bisogna sviluppare il suo protagonismo. Come dice anche Altman – fondatore di OpenAI: “spero che l’IA sia un genitore amorevole; è molto importante allinearla ai valori umani”.

Quindi bisognerebbe optare:

  • non per una intelligenza separata dall’individuo (cioè l’Intelligenza Artificiale),
  • ma una centratura sull’individuo, ed un potenziamento delle sue capacità:
    • una Intelligenza Aiutata,
    • oppure un’Intelligenza A

E’ sempre l’individuo che deve prendere decisioni, ma per certo ci sono a monte attività cognitive od esecutive che potrebbero richiedere moltissimo tempo ed impegno.

E la tecnologia potrebbe avere un ruolo fondamentale nel trovare nuove soluzioni, efficaci ed utili: per l’individuo però, che deve rimanere il protagonista.

Che deve essere aiutato e potenziato, senza che si trovi in difficoltà (ed in sostituzione) per via di competitors artificiali.

IN DEFINITIVA, CHE FARE – Come ovvia conclusione, stante il fatto che tutti il diritto di poter vivere bene la vita, è necessario che l’individuo:

  1. sia formato per vivere in relazionalità positiva con tutti
  2. e che nel tempo sia aiutato ad interpretare il proprio ruolo sociale e professionale nel modo più soddisfacente.

Il primo tema è stato più volte affrontato in recenti contributi. Ma stante la sua rilevanza riteniamo utile riassumere i concetti base. Il tutto dipende dalla formazione, dai 3 anni ai 23/25 anni, con l’obiettivo di dare cultura ed etica. Vediamo i fondamentali momenti di sviluppo:

  • inizialmente, dai 3 ai 14 anni, investire sul cervello degli individui, per abituarli gradevolmente alla ricettività ed alla relazionalità. Uno strumento che ha dimostrato la sua efficacia per questi obiettivi è la pratica della musica. In Paesi Evoluti è diventata una materia scolastica primaria. Il ritmo e la melodia insegnano l’attenzionalità e la relazionalità (gli altri – che praticano musica assieme – sono percepiti come complementari e fondamentali)
  • sempre nella fase iniziale della formazione, dai 6 ai 14 anni, l’insegnamento dell’empatia: il capire culturalmente il senso degli altri, e la loro rilevanza. Anche questo tema è di rilevanza nelle scuole di Paesi Evoluti
  • nelle medie superiori, provvedere ad una formazione coinvolgente, dalla parte degli studenti, aiutandoli ad un innamoramento dello studio. Ciò è sicuramente possibile, posto che si adotti la metodologia più funzionale: la parte del cervello che deve acquisire cultura – l’ippocampo – si attiva solo con il coinvolgimento e l’emozione; altrimenti si distrae e non acquisisce. É la condizione perché i giovani si possano innamorare della scuola, e si autoconvincano di proseguire gli studi …
  • … che è condizione per l’acquisizione di cultura, generatrice dell’etica. Che deve diventare guida di tutta l’adultità. Per relazioni solo felici.

Il secondo tema è connesso alla necessità di sostenere l’individuo nella vita, e di renderlo partecipe di tutte le opportunità di crescita, continuando a dotarlo di strumenti evolutivi.

Comprendendo anche strumenti di sostegno della propria Intelligenza, per Aiutarla ed Aumentarla.

E la vita sarebbe felice.

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(°) La responsabilità del fatto che i giovani – nella maggioranza – interrompano la formazione alle medie superiori, (solo 1° pilastro) è però da attribuire alla scuola, che è contrappositiva, poco desiderabile: rapporto negativo nell’80% dei casi. Il tutto può essere modificato, ma richiede investimenti e tempo. Condizioni non gradite dal Sistema,  che ha solo interessi di breve periodo.

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