Sostenibilità sanitaria

In Zoom by Paolo Lutteri

Aut: Pietro Vigorelli

Non c’è solo la pandemia a interferire nello sviluppo sostenibile e nelle iniziative di ‘manutenzione del mondo’. Le malattie mentali interferiscono e rallentano il percorso di conoscenza e di adattamento ecologico, soprattutto in età avanzata. Per esempio: il morbo di Alzheimer, una forma di demenza che si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali.  Sembra incurabile, ma si può fare qualcosa per riconoscere e lasciar emergere l’io sano che persiste nonostante la malattia. I malati devono poter conservare la loro dignità e non possiamo trascurarli se abbiamo come obiettivo la manutenzione del pianeta, che passa attraverso il rispetto di tutti, anche i ‘diversamente abili’ e i loro familiari.
Un caso italiano
Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono state introdotte in Italia a metà degli anni novanta, come strutture non ospedaliere, ma a carattere sanitario; ospitano anziani fragili con diversi gradi di non autosufficienza, che hanno bisogno di specifiche cure da parte di medici e altri operatori. Dopo due anni di emergenza Covid sono emerse nuove consapevolezze che hanno messo in evidenza numerose criticità che erano già presenti ma restavano sotto traccia. Abbiamo chiesto a Pietro Vigorelli, medico psicoterapeuta, che coordina un Team di specialisti del settore, di descriverci il ‘Manifesto dell’Approccio Capacitante®’, nato col contributi di vari operatori del settore, che prefigura una RSA dove ogni anziano fragile, anche smemorato e disorientato, possa essere protagonista della propria vita; il Manifesto propone nuove parole e nuovi obiettivi, e propone un metodo.
Manifesto dell’Approccio Capacitante®
Quali RSA per il prossimo futuro?
Sintetizziamo le caratteristiche ideali delle case di riposo per il prossimo futuro in tre parole: Persona, Casa, Normalità. Dobbiamo progettare un futuro prossimo in cui le RSA siano il più possibile delle case dove ogni anziano, anche smemorato e disorientato, possa essere riconosciuto come persona, così com’è, e vivere la propria vita nel modo più normale possibile. Lo stile di vita di riferimento deve essere quello familiare, non quello ospedaliero o alberghiero.
Nuove parole e nuovi obiettivi per le RSA del prossimo futuro.
Per realizzare case per anziani dove si possa abitare e stare bene bisogna fare un passo avanti rispetto ad alcune idee di riferimento che nel recente passato si sono già affermate per la loro valenza positiva e che possiamo considerare acquisite. Arrivati a questo punto abbiamo messo a fuoco alcune parole del nostro linguaggio professionale e proponiamo un cambiamento e nuovi obiettivi, ancora più ambiziosi: • dall’anziano come ospite all’anziano protagonista della propria vita; • dall’anziano da curare all’anziano da accompagnare; • dall’anziano che appartiene a una categoria nell’ambito di una classificazione diagnostica (parzialmente/totalmente non autosufficiente; con deficit cognitivi di grado lieve/moderato/severo; con/senza disturbi comportamentali; diagnosi clinica) a una persona unica e irripetibile; • dalla qualità di vita alla felicità possibile e al piacere di vivere; • dalla presa in carico all’ascolto; • dal rispondere gentilmente al prendere sul serio; • dal minutaggio alla cura lenta.
La proposta dell’ApproccioCapacitante®.
L’ApproccioCapacitante® propone un modo per riconoscere gli anziani fragili, in particolare quelli smemorati e disorientati, come protagonisti della propria vita: • mette al centro dell’attenzione le parole dell’anziano, anche quelle malate, così come le dice; • riconosce l’anziano come un interlocutore valido, con cui vale la pena di parlare; • riconosce l’anziano così com’è, col suo io sano e il suo io malato; • riconosce che vuole essere protagonista della propria vita; • riconosce che cerca di comunicare, anche con le sue parole malate e con i disturbi comportamentali;  • riconosce le sue emozioni, sia quelle positive che quelle negative; • riconosce le sue identità molteplici; • riconosce i mondi possibili in cui vive.
Le tappe di un percorso.
Un programma così ambizioso si può realizzare decidendo di mettersi in cammino. La prima tappa è la formazione degli operatori.
Per approfondire: www.gruppoanchise.it

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