Società artificiale

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

Da qualche anno il mercato industriale più interessante è quello dell’intelligenza artificiale. Sì, anche perché l’AI è diventata un motore di accelerazione in tutti i settori, dalla scienza all’economia, dalle sfide militari ai problemi privati. Proprio su questi ultimi succede che l’AI sta difatto modificando le relazioni sociali.
Due appunti. Il primo coinvolge l’istruzione, l’occupazione e il lavoro. Tutto ciò che è producibile per imitazione elementare viene passato alle macchine, ai codici operativi, alle AI agentiche, ai robot. Ne consegue in molti casi l’inutilità di tanti lavori umani (dall’agricoltore, all’operario, ai servizi di vario genere). Quindi: licenziamenti, in corso e in vista, per esuberi di mano d’opera e burocrazia. Avviene in Occidente, ma anche in Cina dove lo Stato fatica già a contenere la disoccupazione.
Nel contempo occorrerebbe rinnovare l’istruzione delle specialità professionali, siano tecnici che sviluppatori tecnologici, e tutelare lavoratori più anziani che perdono mansioni abituali. Si parla del problema, ma non mi sembra ci siano tanti programmi di intervento né privati né pubblici, né sindacali né scolastici.
Il secondo appunto è sociale e psicologico. Le chatbot delle piattaforme AI stanno diventando non solo un’enciclopedia di conoscenze portatili, ma anche una specie di rifugio consultivo-consolatorio di esperienze di vita personali, razionali ed emozionali. C’è chi chiede consigli per la cucina, per i vestiti, per le medicine, per gli acquisti. Le Big Tech hanno colto la palla al balzo e già da tempo lusingano gli utenti nelle risposte, creando malìa e complicità, assecondando quello che, in fondo, gli utenti, già profilati, desiderano. Un po’ come i chiromanti che ti dicono quanto già ti aspetti di sapere.
Di più: le chatbot diventano spesso consiglieri psicologici, se non ‘spirituali’, di comportamenti sociali, morali. Un ‘galateo’ autorevole che parte dalla concreta onniscienza delle informazioni, utilizza velocità e fluidità, sfoggia competenza, fino a divenire una presunta saggezza.
Il decalogo lo fanno gli algoritmi e le frequenze statistiche. Ne sono vittime i più fragili e/o immaturi, siano giovanissimi o adulti. Un giovane americano su otto usa AI per supporto emotivo. Altri ne fanno quasi rito religioso.
Di più ancora: le piattaforme ti piazzano spazi pubblicitari, venduti proficuamente ai grandi clienti con grande successo, viste le dimensioni del traffico. I consigli pubblicitari commerciali qualche volta accompagnano i contenuti delle richieste, altre volte introducono nuovi consumi e stili di vita.
In conclusione: ognuno di noi sicuramente pensa a queste situazioni per sua parte e per suo ruolo familiare e professionale. L’Osservatorio Tuttimedia ne fa dibattiti e documenti. I cittadini potrebbero anche partecipare a percorsi di etica utilità, partecipando o sostenendo iniziative di regolamentazione politica. Ma quante ce ne sono?
https://www.media2000.it/societa-artificiale/

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