Elhuyar Zientzia Azoka

In FAST-EUCYS & Premi by Paolo Lutteri

Pub: FAST-EUCYS - I giovani e le scienze 2026

Milena Di Vittorio, classe 2008, finalista a I giovani e le scienze 2026, ha vinto la possibilità di partecipare a Elhuyar Zientzia Azoka, fiera scientifica di Bilbao.
La sua testimonianza, che riportiamo di seguito, è piena di passione ed entusiasmo per la scienza, per il futuro, per la conoscenza. Leggerla ci fa capire ancora una volta quanto I giovani e le scienze sia un progetto stimolante per chi partecipa e per chi lo organizza.

“La fiera è stata un’esplosione di energia intellettuale. Non era il solito evento accademico polveroso, ma un ecosistema vibrante situato nel cuore della città.
Gli stand erano un mix di prototipi stampati in 3D, simulazioni software e poster scientifici. C’era una curiosità genuina: non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra il pubblico che affollava i marciapiedi. Tra gli stand si intrecciavano lingue diverse, ma l’unico vero idioma era quello del “fare”. Per il mio progetto, questo è stato il momento della verità: passare dalla modellazione computazionale sullo schermo alla spiegazione davanti a un pubblico di esperti e curiosi.
La bellezza dell’Azoka risiede nella sua accessibilità. In poche ore, il progetto è passato sotto la lente di ingrandimento di professori universitari, mentor di acceleratori e semplici appassionati. Ogni domanda ricevuta ha aiutato a rifinire il “pitch”, rendendo la narrazione dei nanorobot per il drug delivery sempre più solida e inattaccabile.
Partecipare significa entrare in una fratellanza di innovatori. Lo scambio non è avvenuto solo con i giudici, ma con gli altri espositori: giovani ricercatori che, come me, stanno cercando di spostare il limite del possibile.
Al di fuori della fiera, Bilbao si è rivelata una città che sembra progettata per ispirare chi si occupa di futuro. Un tempo polo industriale siderurgico, oggi è il simbolo mondiale di come la visione strategica possa trasformare il ferro in arte e tecnologia, simile a quella di un’innovatore o un giovane scienziato.
Camminare lungo il fiume Nervión, tra il titanio del Guggenheim e le strutture d’avanguardia, ti dà la sensazione di essere in un posto dove il futuro è già stato costruito. È una città che trasuda pragmatismo e design. C’è un senso di orgoglio e serietà nel lavoro che si respira ovunque, dai caffè del Casco Viejo ai centri tecnologici della periferia. È un ambiente che non “chiacchiera”, ma realizza. Una città a misura d’uomo, dove la tecnologia si fonde con la tradizione. È facile capire perché sia stata scelta come hub per il biotech: c’è l’ordine necessario per la ricerca e l’energia creativa necessaria per giovani che vogliono costruire il futuro.”

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