
R: L’oracolo
Aut: Pietro Vigorelli
Nella Sezione Media News di questo sito (https://www.salvettifoundation.eu/wp/media-news/) c’è una lettera del 15 febbraio 2023 di Paolo Lutteri a Pietro Vigorelli di Milano, psichiatra e psicoterapeuta, promotore del Gruppo Anchise e dell’ApproccioCapacitante®, che ha pubblicato recentemente ” Dialoghi imperfetti – Per una comunicazione felice nella vita quotidiana e nel mondo Alzheimer”. Ecco la risposta del dott. Vigorelli.
Caro Paolo,
faccio un po’ fatica a rispondere alla tua lettera anche se sono consapevole che il progresso tecnologico, con particolare riguardo all’intelligenza artificiale, pone nuovi e importanti interrogativi sui quali tu stai saggiamente riflettendo.
Condivido largamente le tue considerazioni e non ho nulla di intelligente da aggiungere.
Nella mia professione e anche nella mia vita personale volo più basso, vorrei dire “raso terra”, cercando di restare il più possibile aderente alla vita quotidiana.
Quindici giorni fa ho incontrato un uomo. Era già buio e in Piazzale Lotto ho visto per terra una persona raggomitolata su se stesso che mi sembrava dolorante e che mi ha colpito. Mi sono fermato, l’ho salutata, gli ho chiesto se stava male, che cosa c’era che non andava. Abbiamo cominciato a parlare e sono stato con lui per più di mezz’ora. Dopo le prime incertezze il suo discorso è diventato più preciso, lui si è seduto poi si è alzato appoggiandosi al muro, poi è stato ritto in piedi e ha parlato volentieri della sua vita sfortunata.
Si tratta di un uomo che viene dal Nord Africa di 45 anni, in Italia da tanto tempo, che faceva il badante convivente di un anziano. Otto mesi fa il suo assistito è morto improvvisamente e lui ha perso il lavoro e la casa. I nipoti lo hanno messo alla porta e lui da allora vive in strada ed è disperato. Perdipiù qualcuno gli ha rubato i documenti. Durante il giorno sta su una panchina, fuma e beve vino cercando di non esagerare. Sono tornato a parlargli lungamente tutti i giorni e in lui si è riaccesa la speranza di potersi rifare una vita. Vorrebbe venire a casa mia ma io non sono disposto a ospitarlo e sto invece cercando di aiutarlo a recuperare la sua dignità, a rifare i documenti, a trovare un letto e un lavoro. Credo che sarà un cammino lungo ma mi sembra che la sua vita abbia cominciato a rimettersi in movimento.
Tornando all’intelligenza artificiale, perché ti ho raccontato questa mia recentissima esperienza? Per spiegarti come, a mio parere, tutti i problemi, anche quelli filosofici, politici e di riflessione ampia sul mondo in cui stiamo vivendo, mi piace affrontarli tenendo i piedi per terra, confrontando sempre le idee, le riflessioni, le opinioni, con il contesto reale in cui vivo ogni giorno.
Sperando di non essere andato troppo fuori tema, spinto dal desiderio di condividere un frammento di vita reale, non artificiale, ti saluto con tanta stima.
