
Le regole ci sarebbero…
Pub: Media Duemila - Le Postille
Aut: Paolo Lutteri
Nel gennaio 2004 si è svolto in Italia, a Sanremo, il Primo Simposio internazionale sulla Roboetica. Discussioni e dibattiti, tra politici, militari, giuristi e industriali non sono poi mancati, in quasi totale assenza di normative cogenti, mentre la tecnologia dell’IA si è incrementata. Ecco alcune situazioni normative, random, con link in coda.
In Cina, nel 2021, sono state pubblicate le “Norme etiche per l’IA di nuova generazione”, seguite nel 2022 da un documento presentato all’ONU “Sul rafforzamento della governance etica dell’IA”. Altre misure amministrative emanate poi dalla Cyberspace Administration of China sono appuntate sulla sicurezza dei dati e sul controllo ideologico del governo centrale.
In India, nel 2025, il Ministero dell’Elettronica e dell’Informatica ha stabilito 7 Sutra (princìpi) basati su Fiducia, Centralità delle persone, Innovazione rispetto ai vincoli, Equità e imparzialità, Responsabilità, Comprensibilità per progettazione e Sicurezza, indipendenti dalla tecnologia e applicabili a tutti i settori. L’approccio dell’India all’IA ha tre caratteristiche: pro-innovazione, pro-business e non-interventista in termini di regolamentazione.
In Russia, quest’anno, è stata avviata la “Legge di sostegno allo Sviluppo delle Tecnologie di IA” che regola i modelli di fondazione su larga scala. Non c’è ancora una giurisprudenza consolidata sull’IA, ma il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso proposte per colmare le lacune in materia di proprietà e responsabilità. Una bozza di legge federale propone una classificazione dei sistemi di IA basata sul rischio.
Nel Regno Unito, nel 2023, il Governo ha pubblicato un Documento programmatico “A pro-innovation approach to AI regulation” per facilitare l’innovazione responsabile con principi che guidino l’utilizzo dell’IA in tutti i settori dell’economia: sicurezza, protezione e robustezza, trasparenza e spiegabilità adeguate, equità, responsabilità e governance, contestabilità e risarcimento.
Il Giappone, dal 2019, ha indicato di aspirare a una Società 5.0, sostenibile e incentrata sull’essere umano, che impiega l’IA, l’IoT (Internet of Things), la robotica e altre tecnologie all’avanguardia. Tre sono i valori filosofici indicati: 1. Dignità: non costruire una società in cui gli esseri umani dipendano eccessivamente dall’IA o in cui l’IA venga utilizzata per controllare il comportamento umano. 2. Diversità e inclusione: le persone provenienti da contesti diversi possano perseguire il proprio benessere. 3. Sostenibilità: generare nuove soluzioni, ridurre le disparità sociali e affrontare i problemi ambientali globali e il cambiamento climatico.
Gli Stati Uniti cercano di evitare una legge globale unica per non frenare l’innovazione, concentrandosi sulla cybersicurezza nazionale e contrastando i vincoli dei singoli Stati. Il provvedimento esecutivo più recente è del giugno di quest’anno, che intende eliminare i vincoli burocratici, promuovere l’innovazione e la sicurezza dell’IA collaborando con il settore privato per modernizzare i sistemi informativi, renderli più sicuri contro minacce esterne, proteggere ingegno e proprietà intellettuale dallo sfruttamento e dal furto da parte degli avversari.
L’Unione Europea ha avviato nel 2024 l’AI Act, che stabilisce norme basate sui livelli di rischio per gli sviluppatori per quanto riguarda gli usi specifici dell’IA. 1. Rischio inaccettabile: sono vietati tutti i sistemi di IA considerati una minaccia per la sicurezza, i mezzi di sussistenza e i diritti delle persone. 2. Rischio elevato: i casi d’uso dell’IA che possono comportare gravi rischi per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali. 3. Rischio di trasparenza: obblighi specifici per garantire l’informazione quando necessario per preservare la fiducia e la consapevolezza che interagiscono con una macchina. 4. Rischio minimo o nullo: nessuna norma, incluse applicazioni come videogiochi abilitati all’IA.
Le Nazioni Unite dal 2024 hanno adottato la risoluzione “Cogliere le opportunità di sistemi di intelligenza artificiale sicuri e affidabili per lo sviluppo sostenibile”. Nell’attuale stallo geopolitico alcune importanti aziende di IA hanno lanciato un allarme sui rischi sistemici degli ‘agenti autonomi’ avanzati, invocando l’adozione di standard e protocolli di sicurezza globali obbligatori. Un gruppo di 22 Nazioni (senza USA, Cina, Italia, Francia e Regno Unito) ha firmato un documento a margine dell’Assemblea Generale proponendo un’Istituzione internazionale di supervisione, ispirata al modello dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, per monitorare i rischi estremi come attacchi informatici o armi potenziate dall’AI.
Tante parole basteranno ad evitare che l’umanità diventi succube delle macchine e dei suoi inventori più cinici?
Riferimenti:
Cina: https://www.most.gov.cn/kjbgz/202109/t20210926_177063.html
Russia: http://publication.pravo.gov.ru/document/0001202607260003
Regno Unito: https://www.gov.uk/government/publications/ai-regulation-a-pro-innovation-approach/white-paper
India: https://static.pib.gov.in/WriteReadData/specificdocs/documents/2025/nov/doc2025115685601.pdf
Giappone: https://dig.watch/resource/social-principles-of-human-centric-ai-japan
Usa: https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/06/promoting-advanced-artificial-intelligence-innovation-and-security/
Europa: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1689/2026-07-27
