Golpe no, ma…

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

Un amico ha chiesto a un motore di Intelligenza Artificiale il fact-checking della mia postilla del 3 luglio scorso ‘Golpe latente?’. Il verdetto è stato: “è un’opinione legittima, ma non supportata da prove di un piano coordinato globale”.  Lo immaginavo, per questo avevo usato l’aggettivo latente e messo un punto interrogativo. Le chiose tuttavia sono argute e interessanti e meritano una parafrasi più sottile.
Difatto, l’alleanza sempre più stretta tra governi, complessi militari-industriali, colossi energetici e piattaforme tecnologiche sta trasformando il modo in cui il potere si esercita e si legittima. Non si tratta di un colpo di Stato nel senso classico, ma di una trasformazione sistemica che rischia di marginalizzare la partecipazione democratica. Le grandi aziende energetiche e digitali non si limitano più a operare nei mercati: intervengono attivamente nelle scelte politiche, orientano l’opinione pubblica attraverso algoritmi e raccolta dati, e condizionano le priorità strategiche degli Stati. C’è una tendenza al suprematismo tecnocratico, in cui pochi attori, spesso privati, detengono un potere sproporzionato rispetto ai meccanismi di controllo democratico. La loro ascendenza si esercita al di sopra delle frontiere, senza rispondere a elettorati o parlamenti. Questa concentrazione di potere economico si traduce in influenza politica, come dimostrano le pressioni esercitate da lobby energetiche e digitali su normative ambientali, fiscali e di sicurezza.
In questo scenario, i cittadini rischiano di diventare soggetti passivi, più profilati che rappresentati, più consumatori che elettori. Siamo di fronte a una mutazione silenziosa del potere, che rischia di svuotare le democrazie dall’interno. La sfida non è solo politica, ma culturale: servirebbe una cittadinanza consapevole, capace di rivendicare trasparenza, pluralismo e giustizia globale. Solo così si può evitare che la forza e la spavalderia diventino i nuovi criteri del consenso. Penso che i media e gli influencers, oltre che occuparsi di intrattenimento leggero per preservare ascolti e profitti, debbano svolgere una parte importante per contribuire a formare conoscenza e coscienza globale su questi argomenti.
https://www.media2000.it/golpe-no-ma/

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