EY European Economic Outlook

In Report 2026 by Paolo Lutteri

Pub: EY (Ernst & Young) (English text, 99 pages)

Aut: EY Economic Analysis Team

L’Europa entra nel 2026 con un contesto di crescita in cauto miglioramento, ma le prospettive rimangono caratterizzate da un’elevata incertezza. Politica commerciale, geopolitica, dinamiche fiscali, demografia e andamento della produttività interagiscono in modi che possono modificare significativamente il percorso di crescita e inflazione.
L’attività di base nell’area dell’euro continua a rafforzarsi gradualmente, nonostante i dazi statunitensi pesino sulla crescita. Tuttavia, si prevede che la crescita del PIL nominale rallenterà all’1,3% nel 2026 (dall’1,5% del 2025), in gran parte a causa della normalizzazione in Irlanda dopo l’enorme spinta del 2025. L’inflazione, nel frattempo, dovrebbe stabilizzarsi intorno al 2% e si prevede che la BCE manterrà il tasso di interesse sui depositi al 2%.
Dazi: uno shock gestibile, ma pur sempre un peso. La politica commerciale statunitense rimane un importante ostacolo esterno nel 2026. A seguito dell’invalidazione da parte della Corte Suprema dei dazi basati sull’IEEPA, l’amministrazione ha fatto ricorso alla Sezione 122 del Trade Act per imporre un dazio di base del 10% a tutti i partner commerciali, con l’intenzione di aumentarlo al 15% nel breve termine. Sebbene le misure della Sezione 122 possano rimanere in vigore solo per un massimo di 150 giorni senza l’approvazione del Congresso, il nostro scenario di base presuppone che misure analoghe continueranno in seguito, molto probabilmente attraverso le Sezioni 301 e 232. È importante sottolineare che la sentenza non influisce sui dazi non-IEEPA esistenti, compresi quelli su automobili, acciaio e alluminio.
In conclusione per l’Europa: mentre la sentenza della Corte Suprema è rilevante per la Cina, cambia poco per l’UE, poiché il tasso di base rimane al 15%. Anche se l’impatto sulla crescita nel 2025 è apparso limitato, stimiamo che i dazi ridurranno di 0,5 punti percentuali la crescita del PIL dell’UE nel 2026, con gli effetti più negativi concentrati in Irlanda e nei paesi nordici.
In questa edizione dell’Outlook, esaminiamo anche l’accordo di libero scambio UE-India recentemente annunciato. Sebbene l’impatto macroeconomico aggregato sull’Europa sia trascurabile, gli effetti settoriali sono leggermente più significativi. Ad esempio, il settore minerario potrebbe beneficiare di un migliore accesso agli input produttivi, mentre l’industria dell’abbigliamento potrebbe subire una maggiore pressione competitiva da parte dei produttori indiani.
https://www.ey.com/content/dam/ey-unified-site/ey-com/en-pl/insights/economic-analysis-team/documents/ey-european-economic-outlook-mar-26.pdf

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