
Dal 1989 al futuro dei giovani
Aut: Magali Prunai
È il 1989, l’Unione europea è ancora la Comunità economica, il programma Erasmus, che favorisce la mobilità degli studenti, è partito da due anni, la Germania si sta riunificando. Il 1989 è un anno di grandi cambiamenti e di apertura di un nuovo capitolo più stimolante della nostra storia. Non è un caso che proprio in quegli anni, consapevoli dell’importanza dello studio delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), nasce EUCYS – European Union Contest for Young Scientists, il primo concorso scientifico per studenti europei che premia le menti più brillanti che studiano e indagano il sapere da qualsiasi punto di vista. E non è un caso che la Direzione generale Ricerca della Commissione europea affidi, proprio nel 1989, la selezione dei partecipanti italiani alla FAST- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, qualificato riferimento della cultura scientifica in Italia che porta alta la sua bandiera dal 1897, anno di fondazione.
Nasce così “I Giovani e le scienze”, la manifestazione che premia gli studenti di un’età compresa tra i 14 e i 20 anni e iscritti a una scuola secondaria di secondo grado che decidono di indagare il sapere con metodo e rigore scientifico. I Giovani e le scienze, che nel 2026 spegnerà 38 candeline, un anno in più rispetto a EUCYS, annullato causa Covid nel 2020, è qualcosa di incredibile e diverso da qualsiasi altro concorso a tema scientifico e non solo.
I partecipanti, da soli o in gruppi di massimo tre, presentano una ricerca che viene valutata da una giuria di eccellenza e, se ammessi alla finale, hanno la possibilità di esporla e spiegarla durante il Contest stesso che, di regola, si tiene in marzo a Milano. Tre giorni dedicati alla conoscenza fra emozioni, approfondimenti, impegno e sogni.
Giornate impegnative, in cui i finalisti espongono le loro teorie alla giuria accuratamente selezionata fra ricercatori ed esperti dei più svariati settori della scienza e della tecnica.
Giornate dedicate al sapere, ad approfondimenti culturali organizzati da FAST con visite a importanti musei e dando la possibilità ai giovani aspiranti scienziati di incontrare personalmente esponenti del mondo scientifico, come l’astronauta Paolo Nespoli (edizione 2025) o i ricercatori CNR della stazione italo-francese Concordia in Antartide (edizione 2023).
Giornate dedicate alla scoperta, di come la scienza può insinuarsi in qualsiasi aspetto della vita di tutti i giorni, come il laboratorio di arte e scienza in cui i partecipanti, divertendosi, scoprono il loro lato artistico rappresentando visivamente la propria ricerca.
Giornate dedicate a scoprire e imparare, giornate in cui ci si prepara a un mondo nuovo, fatto di relazioni anche internazionali.
Scienza senza confini: è questa l’essenza del concorso. Un ponte che abbatte stereotipi e costruisce relazioni, offrendo ai giovani la possibilità di viaggiare in tutto il mondo e scoprire realtà sconosciute, abbattendo stereotipi ed entrando in contatto con coetanei altrettanto curiosi e pronti a mettersi in gioco attraverso l’esperienza e la scoperta di un mondo sconosciuto.
“I Giovani e le Scienze” è, quindi, cultura viva. Non una sterile contrapposizione fra mondo umanistico e mondo scientifico, ma quella che fonde in sé entrambe le realtà, creando e assecondando il desiderio di conoscenza e la curiosità verso l’ignoto.
In un’epoca di grandi cambiamenti, sia positivi che negativi, la cultura rappresenta il motore verso il progresso, la consapevolezza e il dialogo. E “I Giovani e le Scienze” è un primo passo verso un mondo più ideale e pacifico.
Alla finale del 2025 hanno partecipato 30 progetti italiani e 10 provenienti dall’estero grazie a un programma di reciproco scambio.
I progetti, tutti ritenuti di alto livello scientifico dalla giuria, riguardano i campi più disparati della scienza e della tecnica: dalle microplastiche alla salvaguardia dell’ambiente, passando per sicurezza e salute. Fra i numerosi accrediti internazionali, segnaliamo in particolare EUCYS 2025, svoltosi a Riga col patrocinio della Primo Ministro lettone Evika Siliņa; Regeneron ISEF – International Science and Engineering Fair, fiera internazionale della scienza e della ingegneria, Columbus, (Ohio – USA) dove Nicola Trucco, della scuola germanica di Genova, ha conquistato un ambito quarto posto; GENIUS Olympiad, competizione internazionale su tematiche ambientali, scienza, ingegneria, musica, arte, scrittura, robotica, Rochester (NY-USA) dove Federico Capone e Mattia Gallivanone , di Verbania, hanno ottenuto una menzione d’onore per il loro progetto ReSicle; IEYI, International Exhibition for Young Inventors, rassegna internazionale dei giovani inventori, Osaka (Giappone), svoltasi in contemporanea con EXPO Giappone dove Maddalena Ghiselli, Alessio Biscaldi e Diego Zanotti di Novara tornano a casa con una medaglia di bronzo.
Tutti momenti di scambio e di importanti interazioni fra giovani menti geniali che permettono anche di portare a casa qualche risultato, non solo premi e riconoscimenti ma anche la possibilità di concretizzare la propria ricerca. È il caso di due giovani studenti della provincia di Alessandria, Meta Enada e Rajdeep Singh, che hanno appena fondato la loro prima start-up per depurare l’acqua dai metalli pesanti partendo dai mattoni. Un sistema innovativo e a basso impatto ambientale che ci catapulta nel futuro.
Magali Prunai – FAST Event & Communication Specialist
