
Un orto di riserva
Pub: Media Duemila - Le Postille
Aut: Paolo Lutteri
Chi cerca trova. Non ho controllato l’oroscopo e neppure ho chiesto il parere di un biologo. Ho scartabellato i report dell’ISTAT (Istituto nazionale di statistica) e ho scoperto, più o meno, quando lascerò questo mondo. Invece nei documenti dell’UNEP (United Nations Environment Programme) ho trovato la tempistica di che cosa succederà a questo pianeta. Non proprio un’apocalisse totale, ma certamente bei disastri ecologici in vista. Scioglimento delle calotte polari, rilascio di metano dal permafrost, innalzamento degli oceani, impoverimento degli ecosistemi, distruzione degli habitat naturali, migrazioni climatiche, inquinamento cielo-terra-mare. E impatti devastanti su agricoltura, abitazioni, infrastrutture e vite umane.
La crisi climatica è già cominciata col surriscaldamento generale, 25 su 35 indicatori ambientali globali hanno raggiunto livelli di emergenza. Se non si interviene adesso, non si potrà più intervenire domani. La stima dei morti aggiuntivi nel mondo, dovuti solo alla crisi del clima, entro il 2050 potrebbe essere di 14,5 milioni. Le cause: ondate di calore e siccità, malattie respiratorie e infettive, contaminazioni, penuria alimentare e idrica, eventi meteo estremi (alluvioni, uragani, incendi) in un sistema sociale instabile, con infrastrutture sconvolte e forti disuguaglianze. Nel contesto ci rimetteranno prima di tutti gli sprovveduti e i poveri. Ma i disagi saranno per tutti.
Ma coraggio! I sensibilizzati e gli impegnati ci sono. Se i negazionisti si adeguano alla verità e i politici non si mettono di mezzo, scienziati e tecnologi salveranno le popolazioni. Quindi cuore in pace! Le date precise di fine del mondo non ci sono e quando noi cederemo il testimone le nostre discendenze continueranno a sopravvivere.
Intanto, carissima Elisa, tu che vivi sui monti tra boschi e prati, dove le temperature e le tensioni sono meno angoscianti, per sicurezza ritàgliati un pezzo di terra e mettici un piccolo orto di sussistenza familiare: pomodori, patate, carote, barbabietole, zucchine, spinaci, cavoli, verze, cicoria, insalata, menta e timo (ti piacciono le verdure?). Fatti un cespuglio di fragole, lamponi, mirtilli. Pianta un melo e un pero. Proteggi l’orto dal vento. Alleva almeno qualche gallina. Avrai un orto di riserva. Chi vive in città non ha queste gioie ed è soggetto alla volubilità dei supermercati, oggi e domani.
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