
Lezioni e riflessioni sulla pandemia
Aut: Pedro Rodriguez Darnés
Mentre scrivo queste righe sono confuso, nel caos che il coronavirus (Covid 19) ci sta sottoponendo e quando forse non abbiamo ancora raggiunto il punto più alto che tutti temiamo, quando vediamo con crescente allarme come aumenta il numero di persone colpite e quelle che sono mancate; abbiamo paura di una nuova ripresa nel prossimo futuro e speriamo che non arrivi a casa nostra. Rimaniamo a casa seguendo le indicazioni, camminiamo per strada solo per quanto ci è permesso, e sicuramente non tutti i giorni; trascorriamo le lunghe ore della giornata facendo una vita completamente diversa, più sedentaria se la confrontiamo con quella che facevamo prima. Avendo tempo per la riflessione, ci si rende conto che qualcosa non è stato fatto bene, almeno così mi sembra. Penso che non siamo stati in grado di agire bene, in generale e senza scuse o acrimonie.. Dal più invulnerabile per il suo potere economico, alle persone più bisognose e indifese in particolare, perché queste sono quelle che purtroppo hanno di solito le conseguenze più dolorose.
Per quelli di noi ai quali piace stare a casa per stile di vita, non è significativo rimunciare a una vita sociale più intensa o viaggiare, la ‘prigionia’ non ci influenza più di tanto. Tuttavia, personalmente, sento e trovo difficile accettare che un’infezione virale mi abbia fatto perdere la libertà e stia causando così tanto caos in tutto il mondo. È molto triste, sconfortante, carico di pena da un lato e di rabbia dall’altro, vedere così tante famiglie devastate dalla malattia, dalla morte di parenti, nonostante lo sforzo inestimabile di persone meravigliose persone che lavorano giorno e notte per contenere l’epidemia per la cura di coloro che ne sono affetti, di chi lavora affinché ognuno capisca che cosa bisogna fare per uscirne, da quelli che offrono consolazione a quelli che ne hanno bisogno … persone coraggiose che meritano tutto il riconoscimento, la nostra ammirazione e una speciale gratitudine.
Messaggi di speranza, tranquillità, affetto e solidarietà devono essere inviati attraverso i social network e i media. Quando si riceve uno di questi messaggi che vuole solo aiutare offrendo affetto, sollievo, contemplazione della bellezza del mondo, si pensa che ci sia ancora gentilezza e amore fraterno dappertutto, che non tutto sia egoismo, che non tutto sia desiderio di profitto e potere, che c’è qualcos’altro che ci unisce e ci fa amare, che apre i nostri cuori per guardare, senza bende sugli occhi, quanto è bello l’ambiente del pianeta in cui viviamo tutti insieme che, sfortunatamente per noi stessi e le generazioni future, non rispettiamo correttamente. In questi giorni di reclusione ci viene mostrato, senza dubbio, che la natura è saggia.
La natura è proprio saggia e ci ha inviato il messaggio che dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere e prenderci cura del pianeta, di tutto ciò che è stato creato, della nostra salute, dell’ambiente. E l’opportunità di farlo è nelle nostre mani, con i nostri sforzi, con l’innovazione, facendo buon uso delle nuove tecnologie, con l’Intelligenza Artificiale , con l’Internet delle Cose, con i Big Data, la robotica, la stampa in 3D; tutto ciò rappresenta il progresso verso la società 5.0. E penso che in questo contesto la Manutenzione svolga un ruolo importante. Non solo in termini di gestione quotidiana di macchinari e strutture, ma anche in campi più ampi come la biomedicina, l’ingegneria biomedica, per facilitare il miglioramento della salute e della qualità della vita dell’umanità, specialmente nei Paesi meno sviluppati; e in termini di sicurezza , per evitare gravi catastrofi nell’ambiente, dove è necessario un grande sforzo per rimettere il pianeta in condizioni favorevoli per la sua continuità. Penso che valga la pena farlo, che debba essere fatto.
(Pedro Rodriguez Darnés è Ingegnere tecnico industriale del Politecnico di “Vilanova y la Geltrú” (Barcellona). Fa parte del Consiglio Direttivo della Fondazione Salvetti.)
