La visione olistica

In Editoriale del mese by Paolo Lutteri

Aut: Paolo Lutteri

Non tutto è perfetto, non tutto è prevedibile. Molte situazioni sono imperfette, molte sono prevedibili. Ma un cambiamento discontinuo, una perturbazione esterna o un convergere di situazioni critiche possono destabilizzare un intero sistema. Il peggio che potrebbe capitare è quando i rischi multipli avanzano simultaneamente.
La manutenzione di cui ci occupiamo non è una tecnologia semplice. Se una volta per riparare un impianto veniva convocato un meccanico, oggi la complessità degli allestimenti e delle situazioni richiede un approccio più largo, una previsione dell’adattabilità, delle resistenze, delle usure, dei comportamenti tipici e atipici. Per gestire in sicurezza il funzionamento non basta più dire ‘a 360°’, e anche il tetraspazio dei cubisti potrebbe non bastare. Ogni tanto anche i manutentori hanno bisogno di un po’ di filosofia. Nella fase in cui le variabili da considerare aumentano si rende necessaria una visione larga olistica per riconoscere la realtà e i suoi dettagli. La visione specialistica modulare non basta più. La complessità rende necessaria una conoscenza larga del panorama, dei sistemi, degli intrecci, delle alternative, delle conoscenze, delle conseguenze possibili. L’analisi di un guasto è raramente isolabile a una sola causa. Se questo è evidente per un manutentore del corpo umano (dicesi medico) lo è anche nel mondo sociale dell’industria, della ricerca scientifica, della gestione delle infrastrutture, della cultura e .. soprattutto della politica.
Con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale i rischi della visione modulare (quella settoriale, per intenderci) aumentano se non si tiene conto dello scenario in cui si svolgono gli eventi, delle variabili interne ed esterne, delle considerazioni storiche, dell’analisi delle conseguenze future possibili o probabili. E aumentano terribilmente se ci sono interessi o complicità di parte.
Insomma ci vuole acume, creatività, ma anche capacità di interrelazioni, coordinamento delle équipes, per scoprire i percorsi migliori. Un automobilista provetto può sapersi sbrigare nel traffico meglio di altri, ma potrebbe far impazzire il sistema della circolazione se non tiene conto delle esigenze altrui. Così un farmaco può essere utile a far passare certi dolori, ma può avere controindicazioni o effetti collaterali più dannosi che terapeutici. Lasciatemi dire che nelle gare sportive sono proprio le interrelazioni tra giocatori che portano alla vittoria, un bravo calciatore non basta. Così nella ricerca scientifica o semplicemente nell’approccio euristico industriale, servono piloti olistici e super partes e poi eccellenti team collaborativi multidisciplinari. Attenzione: nonostante l’etimologia, visione olistica non vuol dire totale, infatti la conoscenza non vede confini.
I documenti che riportiamo nelle sezioni di questo sito sono il frutto di impegni pluridisciplinari. Meglio ancora: interdisciplinari, perché le connessioni sono la rete portante di un sistema e di una civiltà. Le catene di comando di una volta corrono il rischio che ci sia un anello debole, in cima o lungo la catena, che si rompe. Rotto un anello, è rotta la catena intera.
Per crescere, o anche solo per conservare la specie e la civiltà, i pensieri vanno condivisi, la conoscenza va condivisa, anche la coscienza andrebbe condivisa, dal momento che confina per tutti con il rispetto dei diritti e l’impegno dei doveri.

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