
La visione nelle Operations di Rai Way verso la “Maintenance Digital Transformation”
Aut: Alberto Fassio
La Fondazione Salvetti con l’Associazione Italiana di Manutenzione ha promosso il “1° Italian Maintenance Manager Award” e il vincitore è l’ing. Alberto Fassio di Rai Way, Dirigente Head of Operations Area Nord e Ingegneria di Manutenzione impianti di Rai Way Spa , che ha ottenuto risultati di eccellenza con progetti tecnologici digitali, avviando soluzioni innovative per quanto riguarda la gestione, l’organizzazione e la tecnica della manutenzione nella sua azienda, con un valore aggiunto di efficacia e di efficienza dei servizi, comprendendo anche gli impatti sulla sostenibilità ambientale e sociale. Ecco un suo contributo culturale alla Fondazione.
La visione nelle Operations di Rai Way verso la “Maintenance Digital Transformation”
Rai Way è un Azienda proprietaria di infrastrutture e impianti funzionali alla trasmissione e diffusione dei segnali radiotelevisivi. I principali servizi svolti da Rai Way sono la gestione e lo sviluppo delle reti di trasmissione e diffusione radiotelevisiva prioritariamente a favore della concessionaria italiana del servizio pubblico televisivo RAI e l’erogazione di servizi verso i clienti business quali la gestione dei servizi di trasmissione e trasporto dei segnali audio e video da un punto a un altro del territorio, sia in Italia sia all’estero, la diffusione dei segnali televisivi e radiofonici, il Towers Rental. All’area Operations è demandata la gestione e la manutenzione degli oltre 2.300 siti e circa 6.000 impianti dislocati sul territorio italiano.
La manutenzione in Italia come in Rai Way ha avuto nel corso degli anni una grande evoluzione ultimamente accelerata dall’avvento di nuove tecnologie fruibili. Nel 1963 la Ocse definiva la manutenzione “funzione aziendale che ha come scopo il mantenimento in efficienza di macchine e apparecchiature”. Già nel 1992 l’UNI aggiornava la definizione come la combinazione di tutte le azioni tecniche ed amministrative, incluse le azioni di supervisione, volte a mantenere o a riportare un’entità in uno stato in cui possa svolgere la funzione richiesta.
Un grande passo avanti in trent’anni di esperienza sul campo, in cui la cultura di manutenzione venne vista come trasferibile in modo proficuo in settori diversi da quelli industriali tradizionali, su cui contò il boom degli anni sessanta. La manutenzione, da compiti semplicemente correttivi passò a compiti di prevenzione dei malfunzionamenti e di adeguamento a livelli prestazionali sempre crescenti.
Il successivo salto di paradigma introdotto nel mondo manutentivo di questi ultimi trenta anni vede protagonisti i principi ispiratori di nuovi modelli orientati ai processi, al cliente, al valore e alla sostenibilità. Dal punto di vista dei processi, alla manutenzione oggi viene riconosciuto il ruolo di interazione propositiva con l’ingegneria che presiede le nuove tecnologie e i nuovi impianti, per assicurarne quanto più velocemente possibile le caratteristiche di affidabilità e manutenibilità.
Al suo interno l’integrazione si manifesta in una combinazione di azioni correttive, di manutenzione preventiva, di manutenzione predittiva e azioni proattive anche rivolte a favore della sicurezza e dell’ambiente. Il tutto secondo un’azione di miglioramento continuo che coinvolge l’intero ecosistema della manutenzione: asset, risorse umane, risorse economiche.
L’evoluzione dei processi nell’ottica Industria 4.0, inoltre, ha creato una visione nuova del concetto di manutenzione: la sensoristica IoT connessa agli asset produttivi e alle strumentazioni, utilizzata non solo in ambiti di industria meccanica o di processo ma anche nell’ambito delle aziende di servizi, permetterà una razionalizzazione e una valorizzazione del patrimonio aziendale e delle risorse umane di manutenzione, che dovranno assumere, nel prossimo futuro, il ruolo di specialisti con competenze informatiche altamente specialistiche oltre che a quelle tecniche del proprio ambito di riferimento.
Sono proprio le risorse umane quindi un altro aspetto centrale del processo di mutamento dello “Universo Manutenzione”, la “Maintenance Digital Transformation”, che si basa sulla gestione coordinata ed informatizzata dei processi manutentivi, la conoscenza istantanea dello stato degli asset, la capacità di estrapolare dai “laghi di dati” i “data lakes” operativi, le linee guida di miglioramento e, per ultimo ma non ultimo per importanza, il cambiamento dell’atteggiamento organizzativo e mentale di manager ed operatori. Il principio della collaborazione, a tutti i livelli, assicura infatti un efficientamento delle risorse, con un notevole incremento della produttività aziendale e, riducendo sprechi ed errori, della competitività aziendale all’interno del mercato di riferimento.
La rielaborazione di filosofie manutentive introdotte negli anni 90 ma elaborate sotto la luce della “Maintenance Digital Transformation”, quali il Lean Thinking e il TPM, coerentemente calate nel nuovo contesto manutentivo digitale, possono contribuire a valorizzare il ruolo della manutenzione nelle diverse realtà operative, evidenziando il valore e la centralità degli interventi per i clienti interni ed esterni all’Azienda.
Nella visione dello sviluppo della Manutenzione non può infine mancare il riferimento alla sicurezza e all’ambiente. In questo scenario in profonda trasformazione, la creazione di un sistema integrato di gestione fra gli standard UNI ISO 45001 per la sicurezza e la salute, UNI EN ISO 14001 per l’ambiente e UNI EN ISO 9001 per la qualità possono contribuire in maniera significativa in virtù della sua struttura integrata e possono essere un’opportunità per le aziende che devono tenere in considerazione il giusto equilibrio tra esigenze operative e tematiche di sostenibilità ambientale e di sicurezza.
In particolare, la norma ISO 14001 rappresenta lo stato dell’arte del modello organizzativo universalmente riconosciuto per la gestione ambientale d’impresa e offre al mercato evidenza che l’azienda ha implementato un sistema di gestione ambientale in modo corretto secondo i requisiti normativi. La revisione 2015 della ISO 14001 avvalora la credibilità raccolta negli anni e consolida ulteriormente il proprio status di buona norma supportando il concetto di sviluppo sostenibile, che si pone come obiettivo il raggiungimento di una forma di equilibrio tra ambiente, società ed economia. La gestione della sicurezza, inoltre, tramite la ISO 45001, invece, diventa parte essenziale dei processi lavorativi e può generare un nuovo modello di competitività sostenibile, offrendo opportunità di miglioramento e crescita delle performance aziendali.
In questo percorso di crescita si pone la visione delle Operations di Rai Way che ha intrapreso il suo cammino di trasformazione digitale puntando su qualità, competenza e innovazione per governare l’evoluzione tecnologica e di mercato.
