
La responsabilità sociale delle aziende
Pub: Eumetra
Aut: Remo Lucchi
Benefit: non più solo “obiettivi”, ma soprattutto “Metodologia” – Gli obiettivi delle Società Benefit nell’esercizio dell’attività d’impresa.
Le Società Benefit, nell’esercizio dell’attività d’impresa, oltre al lucro, si pongono l’obiettivo di sviluppare anche una o più finalità di “beneficio comune”. Cioè il Benefit fa parte degli obiettivi. Per “beneficio comune” si intende il perseguimento di uno o più effetti positivi – perseguibili anche riducendo gli effetti negativi – su persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interessi. Si tratta di attività di rilevante importanza, stanti le criticità dell’attuale periodo sociale.
Le Società Benefit si impegnano a perseguire tali finalità di beneficio comune in modo responsabile, sostenibile e trasparente, e la loro gestione richiede ai manager il bilanciamento tra l’interesse dei soci e l’interesse della collettività. Introdotte nel panorama giuridico alla fine del 2015, le Società Benefit incarnano l’evoluzione sostenibile dell’impresa del nostro Paese. Questo modello innovativo, riconosciuto e incentivato dallo Stato, dimostra come sia possibile unire profitto e impatto sociale in una strategia imprenditoriale vincente e lungimirante. Stante tuttavia il fatto che da sempre gli obiettivi delle Imprese hanno come baricentro solo il profitto – ed è altamente probabile che ciò avvenga anche nel futuro – questo spiega il fatto per cui in 10 anni – dall’inizio del 2016 alla fine del 2025 – siano state create solo 6.000 Società Benefit.
In realtà le opportunità – anche di business – del tema Benefit potrebbero essere esplosive nello sviluppo, se si riuscisse a capire che le aree Benefit – che sono sempre più fondamentali, come vedremo – non devono far parte tanto degli obiettivi delle Imprese, ma affinché possano diventare la norma per tutti devono essere adottate come metodologie operative: ed attualmente questo parrebbe il miglior metodo in assoluto per gestire il business le imprese. Occupiamoci di questo tema.
L’INNESCO DEL TEMA (CHE COSA E’ SUCCESSO IN QUESTI ULTIMI 10 ANNI
In questi ultimi 10-15 anni si sono verificati due eventi molto importanti, che sono entrati in relazione:
– Da una parte una crisi sociale progressiva: conseguenze delle crisi finanziarie del 2007-2009-2013, e degli accadimenti degli ultimi 6 anni: Pandemia, lockdown, Ucraina, inflazione, prezzi, ultimi accadimenti in Medio Oriente. Accadimenti che hanno reso la vita con bisogni sempre più complessi da gestire
– Dall’altra la significativa crescita culturale delle nuove generazioni – ultimi 15-20 anni più o meno tutti i giovani hanno completato le medie superiori -, che ha donato agli individui più senso critico, forte percezione della propria individualità, e sempre meno rassegnazione per gli accadimenti che rendono la vita sempre più complessa da gestire.
La non rassegnazione, ed il desiderio di risolvere i problemi, e nel caso di essere aiutati, è decisamente crescente. E l’attesa è sempre più forte.
MODESTE LE ATTESE DI INTERVENTI PUBBLICI EFFICACI (così emerge dalle ricerche sociali)
Le attese che Interventi Statali – per affrontare questi problemi – siano varati e siano efficaci, sono in realtà sempre più deboli. Al di là delle risorse disponibili, non si individua nel Sistema Pubblico una logica di gestione dei veri problemi sociali. Le energie dei Politici non pare siano prioritariamente dedicate alla soluzione dei problemi dei cittadini, ma a gestire la contrapposizione politica per il proprio protagonismo. Nella percezione comune questa modalità assorbe più attenzione rispetto ai problemi di gestione del Paese.
Ci si rende sempre più conto che l’assenza di relazione costruttiva fra le Parti Politiche – cioè la continua contrapposizione – crei forti rallentamenti, se non paralisi, in ogni decisione.
Si capisce sempre meno la modalità operativa: in effetti ci sono due direzioni politiche, “sinistra” e “destra”, che gestiscono la vita del Paese, ma invece di collaborare unendo le due differenti logiche – che sono complementari – vivono in eterna competizione.
Una constatazione sociologica: se si analizza la relazione fra le componenti costitutive e culturali delle due posizioni – sinistra e destra – si scopre che non hanno affatto relazione contrappositiva/negativa, ma sono integrativi in tutte le manifestazioni della vita.
Le due funzioni che le definiscono si incrociano a 90°, cioè sono complementari, così come lo sono tutte le componenti – coppie di variabili – che sono implicite nelle due posizioni…
… la sinistra … la destra … la capacità di pensare … la capacità di agire … il futuro … l’adesso … la mente … il corpo … la forma … la sostanza … l’emotività … la razionalità … gli altri … io … la femmina … il maschio
La vita è il risultato dell’unione complementare di queste coppie di variabili
… cioè è il noi: ci deve essere sempre l’unione …
… perchè senza l’unione: non c’è vita
Nelle ricerche sociali emerge tuttavia la convinzione che nella politica ci sia una sorta di modalità comportamentale che contrasta con le logiche che fanno parte della vita: nella politica, tra le due parti non esiste complementarietà relazionale, ma solo contrasto. C’è convinzione che le attenzioni siano soprattutto dedicate alla competizione politica, e le soluzioni che vengono adottate per i vari problemi sociali rischiano molto di non essere ispirate agli equilibri, ma di essere di parte. Quindi per definizione non equilibrate, ma sbilanciate.
Tutto questo sfugge sempre di meno agli individui, indipendentemente dalla posizione politica, che in ogni caso tende a radicalizzarsi sempre meno. E ciò soprattutto a seguito della crescente cultura e capacità critica: la crescita culturale fa capire sempre di più la vita, e tende sempre di più a favorire gli equilibri.
Quindi la credibilità dell’impegno del Potere Politico per l’effettiva soluzione dei problemi sociali, che in questi ultimi anni sono molto aumentati, e per la soluzione dei quali c’è una forte attesa di attenzione, tende sempre di più ad attenuarsi.
Ma non c’è rinuncia ad interventi di aiuto, indipendentemente dalla provenienza:
– se il Potere Politico ha condizionamenti che non consentono di trovare soluzioni,
– l’attesa tende a spostarsi sempre di più verso il Sistema Economico, verso le Imprese.
PROBLEMI ANCHE VERSO IL SISTEMA ECONOMICO, MA NON RINUNCE: NUOVE ATTESE
In realtà anche il sistema economico non sta rispondendo al bisogno della gente di essere aiutata a vivere meglio, assumendosi oltre che obiettivi di business, anche ruoli di “Responsabilità Sociale”.
E ciò non avviene perché da sempre gli obiettivi delle imprese hanno a che fare solo con i profitti, e le metodologie sono da sempre imperniate solo sulla capacità di realizzare prodotti e servizi attraenti per il mercato, accompagnati da una buona capacità commerciale e di marketing.
Tuttavia quello che si sta verificando è che la modalità classica di sviluppare business comincia a denunciare inefficienza.
Negli ultimi anni, nelle ricerche sociali, si rileva sempre di più un accadimento nuovo. Si analizza l’entità della soddisfazione verso le imprese delle quali ci si serve abitualmente, e si sta rilevando una fenomenologia mai rilevata in passato: mentre sui prodotti/servizi che vengono acquistati c’è decorosa soddisfazione, verso le relative Imprese produttrici la grande maggioranza degli acquirenti (oltre il 70% in media) denuncia una complessiva insoddisfazione. E ciò con progressiva probabilità di avere poi effetti negativi sulla fedeltà.
Tutta questa insoddisfazione è conseguente al fatto che le Imprese continuano ad interpretare il proprio ruolo solo come hanno sempre fatto, indipendentemente dagli accadimenti sociali: produrre solo prodotti/servizi di qualità attraente, ad un prezzo interessante, per fare business.
Ma ciò non pare più sufficiente: ci si attende in modo crescente l’assunzione di una nuova “Responsabilità Sociale”, perché il nuovo clima sociale lo richiede. E la non risposta produce delusione, e comincia ad innestare ricerca di alternative. Quindi si accetta sempre di meno il disinteresse per l’assunzione di una nuova “Responsabilità Sociale”; anzi, la richiesta di questa nuova modalità operativa è significativamente crescente.
UNA NUOVA ASSUNZIONE DI “RESPONSABILITA’ SOCIALE”
Come si accennava all’inizio, non si tratterebbe di convincere le Imprese a ridefinire il proprio ruolo sociale, diventando Società Benefit: cioè porre come obiettivi dell’impresa non solo il conseguimento del profitto, ma anche lo sviluppo di attività di beneficio comune. Ma più semplicemente si tratterebbe di sviluppare l’attività seguendo modalità differenti:
– confermare che l’obiettivo dell’impresa è solo il profitto
– ma far capire alle imprese che metodologicamente la modalità più efficace è quella di assumersi anche lo sviluppo di attività di “Responsabilità Sociale”. Quindi non tanto come obiettivo, ma come finanziamento di una “nuova metodologia” che consente di sviluppare business e di raggiungere l’unico obiettivo primario che è quello del profitto. Produrrebbe più fiducia, vicinanza, attrattività.
Quindi tutte le Imprese, posto che si pongano l’obiettivo di ottimalizzare i profitti, devono capire che il metodo più efficace consiste – in aggiunta alla serietà produttiva – anche nell’adottare la modalità operativa di aiutare la gente a vivere meglio.
Vivere meglio è il nuovo obiettivo primario della gente, che è più critica, che ha più attese, ma che non riesce del tutto a raggiungere i propri obiettivi di vita con metodi classici.
Le aree di intervento possono poi essere davvero numerose. Ne citiamo solo alcune, in parte scontate, in parte no:
Ø interventi in aree legate al contesto in cui si vive; due esempi:
– certamente c’è una tematica di fondo – che è ormai data per scontata – che deve essere rispettata: l’ambiente. Esigenza che deve orientare correttamente i vari momenti di attività: produzione, confezionamento, distribuzione, ecc.
– c’è poi un tema che si sta sempre di più diffondendo, anche a seguito della “distrazione” del Sistema Pubblico: l’affrontare problemi sociali che caratterizzano il territorio in cui l’Impresa opera, e che possono rendere più complessa la vita dei residenti
Ø interventi su problemi connessi agli individui che hanno relazioni con l’impresa, con riferimento sia ai dipendenti che ai clienti:
– investire sui dipendenti, non solo sul piano professionale, ma investendo anche sulla loro vita privata, che è poi il vero obiettivo degli individui. In altri termini sviluppare obiettivi in una logica di work-life balance
– investire sui clienti, non solo con forniture di prodotti/servizi rispondenti ai desideri, ma diventando consulenti di vita dai più vari punti di vista. E le tematiche affrontabili possono essere davvero molto numerose. La logica da interpretare è comunque quella di essere sempre attivi e propositivi.
Quello che le ricerche sociali ci consentono di constatare è che la scelta di essere metodologicamente benefit è decisamente vincente.
