Cultura del futuro

In Editoriale del mese by Paolo Lutteri

Aut: Paolo Lutteri

I percorsi razionali di filosofi e governanti non sono mai riusciti a prevedere del tutto il futuro. Per esempio: chi avrebbe immaginato che lo sviluppo industriale avrebbe sconquassato il sistema ecologico planetario, che la manutenzione degli impianti sarebbe diventata il vero argomento di sopravvivenza? Passo dopo passo la scienza ha scoperto nuove frontiere e le innovazioni tecnologiche hanno realizzato e stanno realizzando l’imprevedibile.
Forse oggi si è capito che ogni passo del progresso merita attenzione sulle possibili conseguenze positive e negative.
Si è capito, sì, ma non da tutti, dal momento che la pressione economica di aumentare i ricavi del presente spinge a trascurare le previsioni del futuro. La giurisprudenza arriva in ritardo sulle novità tecniche. Etica pubblica e comportamenti morali privati hanno scarso controllo.
Ci vorrebbe più riflessione, più attenzione responsabile, individuale e collettiva, ai problemi sociali globali. Con i mezzi di comunicazione oggi possiamo avere tutto il pianeta sott’occhio. Non possiamo far finta di non vedere.
Ci vorrebbe più cultura del futuro. Un futuro che non sia distopico né cacotopico, come alcuni scrittori e registi cinematografici visionari hanno immaginato. La cultura sarà digitale, userà l’intelligenza artificiale come strumento, senza farsi sopraffarre?

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