
Che ne dite?
Pub: Fondazione Salvetti
Aut: Paolo Lutteri

L’imbarazzo nasce dal dover assistere a un degrado di civiltà mentre si vorrebbe più qualità professionale nella vita quotidiana.
Ho grande imbarazzo a parlare di manutenzione mentre mi scorrono negli occhi le immagini delle efferatezze e dei bombardamenti devastanti in Israele e in Palestina, così come quelli in Ucraina e in chissà quali altre parti del mondo meno frequentate dai mass media. Crollano case, scuole, ospedali, uffici, fabbriche, infrastrutture. Crollano economie artigianali e industriali. Muoiono civili, uomini, donne, bambini, anziani, senza distinzioni di responsabilità. Con loro sta per morire la cultura dei diritti umani, a causa di una inciviltà prepotente, giustificata da se stessa.
E nei nostri salotti abbiamo celebrato un Natale e le feste mentre nel mondo non c’erano né amore né compassione. C’è chi ha sparato botti e fatto fuochi d’artificio, buttato le stoviglie dalla finestra, innaffiato le libidini con lo spumante.
Ho grande imbarazzo a parlare di manutenzione, di sostenibilità, di impegno sociale, di speranza nel futuro del pianeta, di politica consapevole, di diligenza professionale, di amore e di amicizia. Vorrei non essere pessimista, ma gli indizi di crisi sono demotivanti.
Ho grande imbarazzo a parlare di manutenzione mentre ci coccoliamo con i nostri vizi. Le letture restano solo nei titoli, i dialoghi sono per lo più irrilevanti. Su queste pagine continuiamo a dare notizie, vorrei ci fossero più commenti, più contributi, magari più dibattito e critiche.
Io continuo a confidare, nonostante l’imbarazzo, nell’amicizia positiva e nella creatività tecnologica e detesto l’ignavia e i bastoni tra le ruote.
Pitagora diceva, già 2500 anni or sono, che non basta aiutare il prossimo a scaricare i pesi, bisogna sollevarli.
Buon lavoro!
