Automazione e controllo

In Editoriale del mese by Paolo Lutteri

Pub: Fondazione Salvetti

Aut: Paolo Lutteri

L’automazione dei processi produttivi e dei servizi commerciali procede con una forte accelerazione in tutti i settori. La presenza di motori di intelligenza artificiale consente grande efficienza, buona precisione, continuità, velocità. Robot e catene di montaggio automatiche possono lavorare 24 ore su 24: riusciranno gli umani a star loro dietro?
Anche la manutenzione arranca: pochi specializzati, pochi mezzi di formazione all’assistenza tecnica, tempi di intervento lunghi. Una macchina automatica che si blocca fa bloccare una intera linea operativa. Se poi ci sono macchine automatiche che assemblano altre macchine automatiche, i rischi aumentano. E se le macchine automatiche non sono bene mantenute e controllate da chi … se non dagli umani?
Insomma: questa corsa sempre più veloce all’automatismo elettronico trascura la formazione dei manutentori, finisce per ostacolare le operazioni produttive e la produzione di pezzi di ricambio utili.
Gli esempi sono nel micro e nel macro. Quasi impossibile riparare un elettrodomestico rotto o difettoso: mancano gli elettricisti e i pezzi di ricambio perché i modelli sono sempre nuovi e con garanzie corte.
Difficile anche intervenire su una filiera di produzione completamente automatizzata o quasi: pochissimi fornitori di servizi qualificati sul nuovo mercato, tempi e prezzi caotici, risposte lente. Gli operai anziani non sono preparati, i giovani non sono particolarmente attratti né incentivati a questa professione.
La situazione si prospetta critica non solo qui in Occidente, ma anche in Cina, dove le innovazioni elettroniche si diffondono ultrarapidamente ed evolvono verso integrazione meccatronica e interconnessioni software. Ma le strutture aziendali sono ancora anziane e il sistema della logistica dei ricambi, della diagnostica e della manutenzione preventiva-predittiva non sono ancora del tutto pronte.
In Cina si stima che mancheranno più di 4 milioni di tecnici nel settore delle riparazioni industriali nei prossimi anni e il reclutamento sarà lento, mentre il licenziamento di operai adulti (difficilmente riciclabili) con lavori fisico ripetitivo aumenterà considerevolmente.
Ci vorrebbero iniziative per accelerare la formazione e per rendere più attraente la professione dei manutentori: ingegneri, tecnici, operai, tutti da pervadere su formule digitali, algoritmi e gestione di chip.
Auguriamoci buon lavoro, colleghi!

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