Al caldo

In Editoriale del mese by Paolo Lutteri

Pub: Fondazione Salvetti

Aut: Paolo Lutteri


1° agosto 2026
Al caldo
Il clima si fa rovente. I disastri ecologici che la rivoluzione industriale ha provocato, volontariamente o no, sono il prezzo che stiamo pagando per lo sviluppo economico.
Trascurare la sostenibilità e la manutenzione sta diventando sempre più pericoloso. I cittadini, ancorché abitanti di Stati ‘democratici’, sembrano dar retta più ai capi-popolo autoreferenziali che ai valori culturali dell’umanità.
Le piste false del progresso abbondano e con l’avvento di una tecnologia di guida artificiale si perdono di vista diritti, doveri, progetti sociali per un benessere comune. I guerrafondai fanno cassetta.
L’intelligenza e il senso di responsabilità umana, comunque, non son morti e i pensieri giusti ci sono, anche se nella turbolenza diffusa fanno fatica ad emergere.
La nostra Fondazione continua a proporsi per uno sviluppo sostenibile, un sostegno alle professionalità e una manutenzione degli impianti e delle istituzioni come parte integrante della civiltà. Almeno nella fase di conoscenza e critica cerchiamo di essere in prima fila e di stimolare dibattito.

Tre brevi annotazioni di attualità per questo editoriale.
La prima è che due giorni fa l’umanità ha consumato le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno. Il 30 luglio è stato l’Overshoot Day (https://it.wikipedia.org/wiki/Earth_Overshoot_Day). Quindi vivremo in debito ecologico per 5 mesi, così come è successo ormai da 50 anni. Le conseguenze dell’accumulo sono sotto gli occhi di tutti.
La seconda è che anche i robot e l’Intelligenza Artificiale hanno bisogno di manutenzione. Per esempio: aggiornamento dati e bias, controllo delle metriche, contenimento consumi di energia, controllo vulnerabilità, funzionamento scalabile dei servizi, distribuzione del traffico, adeguamento alle regolamentazioni, auditing e così via. E non è poco. Chi è preparato? Teniamo conto che l’utente finale non è in grado di valutare se la manutenzione di un sistema di intelligenza artificiale è stata eseguita correttamente, perché la manutenzione AI è invisibile, tecnica e distribuita su molti livelli che l’utente non vede e può esserne gabbato.
La terza riguarda la forza lavoro. Se i robot sostituiscono il lavoro umano, la disoccupazione potrebbe aumentare in diversi settori, riducendo i redditi, i consumi e le tasse delle famiglie. Se le aziende usano i robot, non pagano i contributi fiscali che avrebbero pagato sui lavoratori umani. Ne viene che gli introiti fiscali dello Stato diminuiranno. Lascio ai lettori la conclusione.

Ma non disperiamo. Buona lettura dei documenti della nostra biblioteca web! E siamo sempre disponibili a ricevere suggerimenti.

Condividi l'articolo