
PLANETARY HEALTH CHECK 2026
Pub: Planetary Boundaries Science Lab (Testo inglese, 144 pagine)

Il rapporto annuale Planetary Health Check presenta la valutazione più aggiornata dello stato del pianeta. Ecco i cinque punti chiave.
1.Le conseguenze del superamento dei confini planetari stanno diventando sempre più evidenti intorno a noi. I risultati pubblicati nell’ultimo anno mostrano che il cambiamento climatico sta procedendo più rapidamente del previsto, causando ondate di calore senza precedenti sia sulla terraferma che negli oceani e alimentando eventi meteorologici estremi e distruttivi. Le barriere coralline tropicali hanno subito il più grave evento di sbiancamento di massa mai registrato; l’arresto della principale circolazione di ribaltamento atlantica è ormai considerato un rischio concreto anche in scenari di emissioni medio-basse; inoltre, le grandi masse di ghiaccio antartiche potrebbero aver già iniziato a scivolare verso l’oceano. Avendo superato sette dei nove confini planetari, abbiamo spinto la Terra fuori dal suo “spazio operativo sicuro”: stiamo cioè trasformando il nostro pianeta da una casa sicura in un luogo pieno di pericoli che minacciano le popolazioni di tutto il mondo.
2.Proteggere e ripristinare la natura è indispensabile per garantire all’umanità la possibilità di un futuro climatico sicuro. In tempi recenti, metà delle nostre emissioni di CO2 è stata assorbita dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri. Quando gli scienziati delineano un percorso verso un futuro climatico gestibile, i loro calcoli presuppongono generalmente che foreste, zone umide e altri ecosistemi continuino a fungere da “pozzi di assorbimento del carbonio”. Tuttavia, oggi il pozzo di assorbimento terrestre mostra già segni di indebolimento e stagnazione. Un nuovo studio ha confermato che anche un’ulteriore, seppur limitata, deforestazione in Amazzonia spingerebbe probabilmente la regione oltre un punto di non ritorno, stando alle attuali proiezioni climatiche, portando alla perdita di due terzi della foresta rimanente. L’unico modo per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C è abbandonare gradualmente i combustibili fossili e, contemporaneamente, invertire il superamento degli altri confini planetari, in particolare salvaguardando l’integrità della biosfera.
3.Dobbiamo proteggere i fondali marini. Gli ecosistemi dei fondali svolgono un ruolo fondamentale nel sistema Terra, eppure li stiamo distruggendo a un ritmo allarmante. Tecniche di pesca come lo strascico di fondo causano danni duraturi: ogni anno viene battuto con le reti l’1-2% dei fondali marini, colpendo con maggiore frequenza alcune delle aree oceaniche più produttive e ricche di biodiversità. Inoltre, le nascenti attività di estrazione mineraria sui fondali marini rappresentano una minaccia incombente per regioni dell’oceano profondo finora incontaminate, con impatti sul sistema Terra non ancora quantificabili. È urgente adottare meccanismi più efficaci per proteggere questi ecosistemi vitali ma ancora poco esplorati.
4.Le microplastiche, le sostanze chimiche persistenti (“forever chemicals”) e altri inquinanti chimici comportano rischi sia noti che ancora sconosciuti. Ad esempio, le (micro)plastiche contaminano oggi l’intero pianeta, dalle vette montuose agli abissi marini, e sostanze persistenti come i PFAS non scompariranno dal nostro ambiente per millenni. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: l’umanità sta producendo decine di migliaia di sostanze chimiche e miscele a ritmi crescenti e senza precedenti. Stiamo già iniziando a osservare i danni causati da tali sostanze, dagli effetti tossici sui singoli organismi fino all’alterazione dei processi del sistema Terra. Ancora più pericolosi sono gli effetti che al momento possiamo solo ipotizzare. La maggior parte delle sostanze che produciamo e rilasciamo non è testata — o non lo è a sufficienza — per valutarne l’impatto sul sistema Terra. Stiamo procedendo alla cieca: quando avremo un quadro completo del pericolo, potrebbe essere troppo tardi per evitarlo.
5.Abbiamo ancora la possibilità di orientarci verso un futuro più sicuro e sostenibile. Gli impatti del superamento dei confini planetari sono già evidenti intorno a noi e sono destinati ad aggravarsi. Tuttavia, oggi disponiamo ancora di una finestra di opportunità limitata. Se riusciremo a invertire le tendenze nel corso di questo decennio, potremo indirizzare le nostre società verso un futuro più sicuro e giusto. Disponiamo degli strumenti e abbiamo già intrapreso passi in questa direzione, ma gli sforzi attuali sono ben lungi dall’essere sufficienti. Solo intraprendendo azioni urgenti, ambiziose e decisive in tutti i settori della società potremo tornare a vivere entro lo “spazio operativo sicuro” su un pianeta sano.
