World Economic Situation and Prospects as of mid-2025

In Report 2025 by Paolo Lutteri

Pub: United Nations (English text, 30 pages)

L’economia mondiale si trova in un momento precario. Le crescenti tensioni commerciali, unite all’incertezza politica, hanno significativamente indebolito le prospettive economiche globali per il 2025. L’aumento dei dazi doganali, che si traduce in un aumento significativo dell’aliquota tariffaria effettiva negli Stati Uniti d’America, rischia di mettere a dura prova le catene di approvvigionamento globali, far salire i costi di produzione e ritardare decisioni di investimento cruciali, contribuendo al contempo alla volatilità dei mercati finanziari. Si prevede ora che la crescita economica globale rallenterà al 2,4% nel 2025, in calo rispetto al 2,9% del 2024 e di 0,4 punti percentuali al di sotto delle previsioni di gennaio. Le revisioni al ribasso delle previsioni di crescita sono di ampia portata e interessano sia le economie sviluppate che quelle in via di sviluppo. L’indebolimento della crescita del commercio globale e dei flussi di investimento sta aggravando il rallentamento. Molti paesi in via di sviluppo dipendenti dal commercio si trovano ad affrontare crescenti sfide dovute alla riduzione delle esportazioni, alla riduzione dei prezzi delle materie prime, alle condizioni finanziarie più restrittive e all’aumento del debito. L’inflazione sta rallentando a livello globale, ma i rischi a breve termine derivanti dalle pressioni sui costi e dall’incertezza derivanti dai dazi stanno aggravando le sfide politiche. Per affrontarli è necessario un ampio ventaglio di strumenti che integri politica monetaria, misure fiscali, riforme dal lato dell’offerta e strategie industriali per stabilizzare i prezzi e promuovere la resilienza. Il peggioramento delle prospettive economiche sta ulteriormente compromettendo i progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, molti dei quali sono già fuori strada. Una crescita più lenta e le persistenti pressioni sul costo della vita rischiano di aggravare le disuguaglianze, gravando in modo sproporzionato sulle famiglie a basso reddito e sulle popolazioni vulnerabili. Nel frattempo, la persistente debolezza della crescita degli investimenti globali frena le prospettive economiche a lungo termine.

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