World Economic Outlook – aprile 2026 -Sintesi

In Report 2026 by Paolo Lutteri

Pub: International Monetary Fund

Ancora una volta, l’economia globale rischia di essere destabilizzata, questa volta dallo scoppio di una guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio 2026. Nell’ultimo anno, i venti contrari derivanti da maggiori barriere commerciali e da una crescente incertezza sono stati compensati da venti favorevoli provenienti dagli investimenti nel settore tecnologico, da condizioni finanziarie accomodanti, tra cui un dollaro statunitense più debole, e dal sostegno delle politiche fiscali e monetarie. Il conflitto in Medio Oriente rappresenta una significativa forza contraria a questi venti favorevoli, attraverso il suo impatto sui mercati delle materie prime, sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie. Data la difficoltà di definire in tempo reale un insieme coerente di ipotesi per le proiezioni, questo rapporto del World Economic Outlook (WEO) presenta una “previsione di riferimento” – in sostituzione della tradizionale previsione di base – basata sull’ipotesi che la guerra avrà durata, intensità e portata limitate, in modo che le perturbazioni si attenuino entro la metà del 2026, in linea con i prezzi dei futures sulle materie prime al 10 marzo. Tuttavia, data la fluidità della situazione, il rapporto integra la previsione di riferimento globale con scenari in cui il conflitto si protrae più a lungo o si espande. La probabilità che questi scenari si concretizzino aumenta progressivamente con il protrarsi delle ostilità e delle relative perturbazioni. Secondo la previsione di riferimento, la crescita globale dovrebbe attestarsi al 3,1% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, un ritmo inferiore rispetto al recente 3,4% circa registrato nel biennio 2024-2025, e stabilizzarsi su un valore simile nel medio termine, inferiore alla media storica (2000-2019) del 3,7%. Le previsioni per il 2026 sono state riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali, mentre quelle per il 2027 sono rimaste invariate rispetto a quelle dell’aggiornamento WEO di gennaio 2026. Si prevede che l’inflazione globale aumenterà al 4,4% nel 2026 e diminuirà al 3,7% nel 2027, segnando una revisione al rialzo per entrambi gli anni. In assenza della guerra, la crescita globale sarebbe stata rivista al rialzo. Infatti, le previsioni basate su ipotesi pre-conflitto avrebbero mostrato una leggera revisione al rialzo della crescita del 2026 rispetto a quella prevista nell’aggiornamento WEO di gennaio, pari a 0,1 punti percentuali, portandola al 3,4%. Pertanto, la revisione al ribasso per il 2026 riflette in gran parte le perturbazioni causate dal conflitto in Medio Oriente, parzialmente compensate dagli effetti positivi dei recenti dati economici e dalla riduzione delle tariffe doganali. È fondamentale notare che le previsioni di riferimento presentano un elevato grado di dispersione tra i vari paesi. Sebbene le revisioni della crescita e dell’inflazione sembrino relativamente modeste a livello globale, il costo per la regione del conflitto e per le economie più vulnerabili altrove – in particolare, i mercati emergenti e in via di sviluppo importatori di materie prime con fragilità preesistenti – è molto più pronunciato. La revisione al ribasso della crescita per i mercati emergenti e in via di sviluppo è di 0,3 punti percentuali per il 2026, rispetto a quella dell’aggiornamento WEO di gennaio, mentre le previsioni rimangono sostanzialmente invariate per le economie avanzate. In uno scenario avverso con aumenti più consistenti e persistenti dei prezzi dell’energia, la crescita globale rallenterebbe ulteriormente al 2,5% nel 2026 e l’inflazione raggiungerebbe il 5,4%. In uno scenario più grave, in cui si verificassero maggiori danni alle infrastrutture energetiche nella regione del conflitto, l’impatto sarebbe ancora maggiore: la crescita globale si ridurrebbe a circa il 2% nel 2026, mentre l’inflazione complessiva si attesterebbe poco sopra il 6% entro il 2027. L’impatto sui mercati emergenti e in via di sviluppo sarebbe quasi il doppio rispetto a quello sulle economie avanzate.
PROSPETTIVE ECONOMICHE MONDIALI: L’ECONOMIA GLOBALE ALL’OMBRA DELLA SECONDA GUERRA
I rischi al ribasso prevalgono, anche dopo il verificarsi di un evento di rischio, ovvero un’escalation delle tensioni geopolitiche, come spesso sottolineato nei precedenti rapporti WEO. Le tensioni geopolitiche potrebbero peggiorare ulteriormente, trasformando la situazione nella più grande crisi energetica dei tempi moderni, oppure potrebbero scoppiare tensioni politiche interne. I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali. Come evidenziato nello Special Feature sulle materie prime, il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito. Una rivalutazione delle aspettative di profitto relative all’intelligenza artificiale (IA) o aspettative inferiori di margini di profitto realizzabili derivanti da una concorrenza più intensa, anche in presenza di aumenti di produttività, potrebbe portare a un calo degli investimenti e innescare una brusca correzione nei mercati finanziari. Deficit fiscali più ampi e un debito pubblico crescente, partendo da una situazione in cui le riserve fiscali sono già erose, potrebbero esercitare pressione sui tassi di interesse a lungo termine e, di conseguenza, sulle condizioni finanziarie più ampie. Un’erosione delle istituzioni, tra cui l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe aumentare le aspettative di inflazione, soprattutto in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock nei prezzi salienti. Tra gli aspetti positivi, l’attività potrebbe essere ulteriormente stimolata dagli investimenti legati all’IA e, in definitiva, trasformarsi in crescita sostenibile se una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti aumenti di produttività e in un maggiore dinamismo aziendale. L’attività potrebbe anche essere supportata da un rinnovato slancio per le riforme strutturali e da un allentamento prolungato delle tensioni commerciali. Orientarsi in un panorama economico e geopolitico in profonda evoluzione richiede politiche robuste rispetto a scenari alternativi. Come mostra il Capitolo 2, l’aumento della spesa per la difesa, innescato da un aumento delle tensioni geopolitiche, potrebbe stimolare l’attività economica nel breve termine, ma anche generare pressioni inflazionistiche, indebolire la sostenibilità fiscale ed esterna e rischiare di spiazzare la spesa sociale, il che a sua volta potrebbe alimentare malcontento e disordini sociali. Come dimostra il Capitolo 3, laddove scoppia un conflitto, ne conseguono acuti compromessi macroeconomici e cicatrici che perdurano ben oltre lo shock immediato del periodo bellico. Un pacchetto di politiche completo dovrebbe combinare misure che i paesi dovrebbero adottare autonomamente e misure che i paesi dovrebbero pragmaticamente implementare congiuntamente per migliorare la resilienza e promuovere agilità e adattabilità. Ciò implica innanzitutto preservare la stabilità dei prezzi e finanziaria, salvaguardare la sostenibilità fiscale e attuare riforme strutturali senza ulteriori indugi. Le banche centrali devono rimanere vigili ed essere pronte ad agire in modo chiaro e deciso, in linea con i propri mandati. Devono tutelarsi da shock prolungati sul lato dell’offerta che destabilizzino le aspettative di inflazione. I responsabili della politica monetaria dovrebbero riservarsi la possibilità di ignorare shock negativi sul lato dell’offerta, come quello attuale, a condizione che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate e che l’orientamento della politica monetaria sia già adeguatamente calibrato. Una comunicazione trasparente e una forte indipendenza della banca centrale sono fondamentali per la credibilità. Qualora emerga un rischio imminente di movimenti eccessivi o disordinati dei tassi di cambio, potrebbero essere giustificati interventi temporanei sul mercato valutario e misure di gestione dei flussi di capitale, purché supportino orientamenti di politica monetaria e fiscale appropriati. Le autorità di vigilanza finanziaria dovrebbero essere preparate garantendo una solida supervisione prudenziale, conducendo analisi di scenario e mantenendo adeguati cuscinetti di capitale, liquidità e riserve. Laddove si ritenga necessario un sostegno fiscale per proteggere i più vulnerabili da shock esterni estremi, questo dovrebbe essere mirato, tempestivo, temporaneo e finanziato entro i limiti di bilancio esistenti, attraverso una riorganizzazione delle priorità di spesa e, qualora ciò non fosse possibile, con una chiara comunicazione del percorso per il ripristino degli equilibri fiscali. Per ricostituire le riserve per futuri shock, i governi dovrebbero – in base alle specifiche circostanze di ciascun paese – mobilitare le entrate, riorganizzare le priorità di spesa, rendere la spesa più efficiente e gestire con prudenza le entrate straordinarie. Una seconda priorità è affrontare gli squilibri interni, soprattutto quando ciò contribuisce anche a ridurre gli eccessivi squilibri esterni. Le azioni volte a eliminare le distorsioni interne – attraverso politiche fiscali, strutturali e industriali – possono contemporaneamente ridurre gli squilibri esterni e incrementare la produzione globale. Le restrizioni commerciali svolgono un ruolo limitato nella correzione degli squilibri, ma possono peggiorare la produzione. I paesi dovrebbero invece cooperare e intraprendere azioni coordinate per ripristinare la stabilità nelle relazioni economiche internazionali. Dovrebbero cercare opportunità per rafforzare l’integrazione commerciale, supportate da quadri di politica commerciale prevedibili, trasparenti e ben comunicati.

Il rapporto completo (in formato PDF) del World Economic Outlook di aprile 2026 sarà disponibile online entro il 30 aprile 2026. https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/04/14/world-economic-outlook-april-2026?cid=ca-com-homepage-sm26-WEOEA2026001

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