Sviluppo sostenibile e povertà

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

 

In una società di relazioni, dove la conoscenza e la comunicazione sono il fenomeno corrente, non basta preoccuparsi di avere acqua dal nostro rubinetto, bisogna far sì che ce l’abbiano anche gli altri. Come l’acqua, così i diritti umani elementari.
Oggi oltre 1 miliardo di persone affrontano una povertà multidimensionale che include la mancanza di cibo, salute, istruzione e standard di vita adeguati. Oltre 700 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema, mentre più della metà della popolazione globale si trova in condizioni di difficoltà economica. L’Africa subsahariana e le zone di conflitto registrano le criticità maggiori.
Le Nazioni Unite e altre Istituzioni internazionali, benché frenate dalle egemonie vetuste del Consiglio di sicurezza e dalle burocrazie, hanno continuato a produrre idee, strategie e progetti di benessere globale. La responsabilità di svilupparli o la colpa di ignorarli è degli Stati e dei loro leader politici, incapaci di controllo sulle competizioni tecnologiche ed economiche, sui nuovi colonialismi, sulle guerre. Ecco i titoli di alcuni progetti salienti, da approfondire, se potete.

  • La strategia della Banca Mondiale per la riduzione della povertà (World Bank Poverty Reduction Strategy), già avviata dal 1999 e poi sviluppata con la Evolution Road e la revisione delle soglie di povertà e inflazione, ha tre punti chiave: promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile, investire nelle persone (attraverso la sanità, l’istruzione e le reti di sicurezza sociale) e rafforzare la resilienza contro i cambiamenti climatici, i conflitti e le recessioni economiche.
    https://documents1.worldbank.org/curated/en/811071468780305366/pdf/264840PRSPs0and0IDA13021.pdf
  • L’Agenda 2030, adottata dalle Nazioni Unite nel 2015, con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) è basata su tre dimensioni fondamentali: sociale, economica e ambientale; costituisce un piano d’azione globale per sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità a tutti, attraverso 169 traguardi specifici da raggiungere entro il 2030.
    https://unric.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/Agenda-2030-Onu-italia.pdf
  • Recentemente, la Roadmap for Eradicating Poverty Beyond Growth, adottata nell’aprile 2026 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e presentata al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 25 giugno 2026, propone una strategia globale per eliminare la povertà senza considerare la crescita economica come motore principale. L’iniziativa è nata con il concorso di sindacati, movimenti sociali, agenzie ONU, università e associazioni civili, e mette al centro diritti umani, giustizia ecologica e governance partecipativa. Questo progetto presenta sei punti fondamentali, basati sulla pianificazione e le governance democratiche: – trasformazione dei sistemi economici, – lavoro, assistenza e democrazia economica, – servizi di base universali e protezione sociale, – giustizia ecologica, – trasformazione dell’ordine economico internazionale, – pianificazione e governance democratiche.
    https://www.neep-poverty.org/wp-content/uploads/2026/06/The-Roadmap-for-Eradicating-Poverty-Beyond-Growth.pdf

Questo processo proseguirà con l’iniziativa “Nuove Economie per l’Eliminazione della Povertà (NEEP) con proposte di misure specifiche, per esempio: • Accesso universale, gratuito e di alta qualità a sanità, istruzione, energia, alloggi dignitosi, acqua e cibo. • Trasferire la tassazione dal lavoro e dai consumi direttamente sui patrimoni, sui grandi capitali e sulle multinazionali. • Rafforzamento della cooperazione internazionale per eliminare i paradisi fiscali, l’evasione e la pianificazione fiscale aggressiva. • Sostegno all’economia solidale attraverso incentivi alle imprese sociali e cooperative che non hanno come obiettivo primario il profitto degli azionisti.
In sostanza, questa Road Map sostiene che la crescita economica non è né necessaria né sufficiente per eliminare la povertà e vuole assistere gli Stati nell’attuazione dei Principi del Consiglio per i diritti umani dell’Assemblea generale dell’ONU.
Le misure politiche a livello nazionale e multilaterale potrebbero ridurre la dipendenza della povertà e le disuguaglianze dalla crescita economica. L’eliminazione della povertà dev’essere un risultato deliberato di economie ristrutturate, e non un effetto collaterale indiretto di una crescita distruttiva.
Ancora una volta non possiamo stare solo a guardare.
https://www.media2000.it/sviluppo-sostenibile-e-poverta/

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