
National Security Strategy (USA)
Pub: The White House -USA (testo inglese, 33 pagine)
Riportiamo qui un riassunto sintetico e il link al testo originale completo del documento National Security Strategy 2025 (NSS) pubblicato a fine novembre 2025, firmato con caparbietà da Donald Trump, che ridefinisce radicalmente la visione strategica degli Stati Uniti. È un documento epocale che traduce la retorica “America First” in una dottrina compiuta, con conseguenze profonde per gli alleati europei e per l’ordine internazionale. Ci sono incoerenze che vanno sottolineate. Trump rivendica la leadership americana, ma allo stesso tempo riduce l’impegno in Medio Oriente e in Europa. La NSS afferma che la NATO non deve espandersi ulteriormente, anche se l’allargamento NATO è stato storicamente una garanzia di stabilità per l’Europa orientale. In campo economico il documento parla di “declino europeo” basandosi su quote di PIL globale, ma non considera altri indicatori come innovazione tecnologica e capacità industriale.
Le analisi critiche al documento mostrano come la NSS 2025 presenti una visione selettiva e ideologica della realtà internazionale. In particolare, minimizza la minaccia delle autocrazie, esagera il declino europeo e propone un ritorno a dottrine passate che non rispecchiano il contesto odierno. Se il governo americano pensa così, occorre che i governi europei ne abbiano consapevolezza e prendano provvedimenti adeguati sia sul piano geopolitico che su tutti i fronti industriali.
Struttura e principi generali. La NSS si apre con la dichiarazione che “in tutto ciò che facciamo, mettiamo l’America al primo posto”, ribadendo la centralità della leadership statunitense. Viene introdotto il concetto di “realismo flessibile”, ossia un approccio pragmatico che privilegia gli interessi nazionali rispetto a impegni multilaterali. La strategia recupera la dottrina Monroe del 1823, estesa in chiave moderna: gli Stati Uniti rivendicano un ruolo egemonico nel proprio emisfero e intendono limitare l’influenza di potenze rivali, in particolare Cina e Russia.
Priorità interne e regionali. Difesa dei confini e contrasto all’immigrazione: la sicurezza nazionale è definita innanzitutto come protezione del territorio americano da flussi migratori e traffici illeciti. Western Hemisphere: maggiore presenza militare in America Latina per combattere droga, migrazione e penetrazione di potenze ostili. Medio Oriente e Africa: riduzione dell’impegno diretto, con un chiaro disimpegno rispetto alle precedenti amministrazioni.
Europa e NATO. La sezione dedicata all’Europa, significativamente intitolata “Promoting European Greatness”, contiene critiche severe agli alleati: l’Europa è descritta come in declino economico e incapace di sostenere il proprio peso strategico. Trump afferma che la NATO non deve espandersi ulteriormente, segnalando un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale politica americana di sostegno all’allargamento. L’Unione Europea è trattata con scetticismo: il documento sottolinea che gli Stati Uniti non considerano più l’Europa una priorità strategica, lasciando agli europei la responsabilità della propria sicurezza.
Rapporti con le autocrazie. Sorprendentemente, la NSS dedica poco spazio alla critica di regimi autoritari come Cina, Russia o Iran. L’accento è posto più sulla competizione economica e tecnologica che sulla contrapposizione ideologica. Questo silenzio è interpretato da molti analisti come un segnale di disimpegno dagli scontri ideologici globali, a favore di una visione centrata sugli interessi immediati degli Stati Uniti.
Implicazioni per l’Italia e l’Europa. Per l’Italia, la nuova NSS implica la necessità di rafforzare le proprie capacità militari e di non contare più sul tradizionale ombrello americano. Gli alleati europei sono chiamati a colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti, con investimenti in difesa e maggiore autonomia strategica. La rottura del rapporto transatlantico è ormai sancita da un documento ufficiale: l’Europa deve prepararsi a gestire da sola le crisi regionali.
Conclusione. La National Security Strategy di Trump 2025 segna una svolta epocale: gli Stati Uniti si presentano come una potenza meno interessata a sostenere alleanze tradizionali e più focalizzata sulla difesa dei propri confini e sulla leadership economica e militare. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il messaggio è chiaro: non siete più una priorità strategica. Questo documento rappresenta quindi non solo una guida per la politica estera americana, ma anche un avvertimento agli alleati che dovranno ridefinire il proprio ruolo nel nuovo ordine mondiale.
https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2025/12/2025-National-Security-Strategy.pdf
