In fondo alla strada

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

Previsioni sempre più difficili. Mentre le persone comuni immaginano uno sviluppo collettivo di benessere, pochi individui arroganti e dissennati vogliono una supremazia politica e tecnologica come fossero padroni del mondo. Hanno preso potere accumulando ricchezze e controllo mediatico. Modificano la cultura dei valori umani. Mettono in crisi l’ordine geopolitico, la giustizia, le libertà, la democrazia liberale, il socialismo e le religioni. Legittimano omicidi di massa.
Il futuro prossimo potrebbe essere terribile per gran parte dell’umanità. Ma la storia è un saliscendi, con cambio di scenari e palcoscenici, con imprevisti dietro l’angolo. La speranza è universale. Certo è che i paradigmi attuali lasceranno alcuni segni negativi e altri positivi. Per esempio: il problema delle macchine non sono i motori, ma i guidatori.
Facciamo qualche ipotesi di sviluppo.
Sono di moda le teorie del caos. L’organizzazione sociale, nel piccolo e nel global, aumenta di complessità. Più variabili da controllare, programmi in discussione, tanta tecnologia anche spicciola, visione globale frammentata. La complessità cresce più velocemente della consapevolezza e del controllo. Sui grandi rischi, transizione climatica e inquinamento, ci potremmo attrezzare. Le disuguaglianze sociali resteranno, ma un po’ attenuate.
Avremo ancora a che fare con instabilità politica e sviluppo tecnologico sempre più accelerato. Le megalopoli saranno istituzioni politiche più importanti di Stati interi. Gli investimenti e i consumi al presente sono finanziati dai debiti o da monete virtuali. Finanziarie e big scricchioleranno.
Forse non arriverà una rivoluzione generale, ma se arrivasse un ‘temporale forte’ (una valanga multicrisi) abbatterebbe i troni e le impalcature fragili, e “aggiusterà l’erba” come canta De Gregori. Dopo i danni si ricomincerà con un nuovo equilibrio tra demografia e risorse diversificate. Data center e magazzini di energia saranno fondamentali, intelligenza artificiale e bioingegneria multitasking. Forse ci saranno più contenuti che capacità cognitive per gestirli.
Le pulsioni individuali, oggi divise ancora tra eros e thanatos, come fossero entusiasmo e paura, causeranno ancora stress e ansie diffuse. Condivideremo il pianeta con le macchine, delle quali saremo per un verso padroni e per un altro dipendenti, come oggi l’auto, il frigorifero e il telefono; domani robot, Iot e droni a tutto campo, come protesi cibernetiche irrinunciabili e interconnesse. Il problema delle macchine non saranno i motori, ma i guidatori.
Il ‘progresso’ di oggi potrebbe aver messo in crisi i tradizionali diritti dell’uomo, l’ordine geopolitico, la giustizia internazionale, le libertà, la democrazia liberale, il socialismo e le religioni. Piacerebbe una ricostituzione generale, magari avessimo nuovi validi ‘padri costituenti’!
In fondo alla strada c’è nebbia, ma una larga coscienza collettiva, esplorando speranze e timori, può portarci avanti. Il destino ce lo dobbiamo costruire noi su percorsi di comune interesse e utilità … Nostalgia di futuro? Chiamiamola voglia.
https://www.media2000.it/in-fondo-alla-strada/

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