Filosofia e quantistica

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

C’è una grande correlazione analogica tra il pensiero filosofico ‘primitivo’ e la fisica quantistica di oggi. Per ‘primitivo‘ intendo quello del Daodejing cinese, dei Veda indiani, della Scuola di Mileto dei greci, di certi mistici e di qualche sciamano. Lo riassumo nel “tutto scorre” (πάντα ῥεῖ) di Eraclito (nell’immagine).
I ricercatori della fisica odierna hanno studiato le forze a livello subatomico: la materia è diventata quasi impalpabile, tante sono le onde e le tensioni tra particelle, vibrazioni che fanno danzare neutrini, elettroni, leptoni, bosoni, fotoni, quark e tanti altri oggettucoli invisibili nelle galassie del microcosmo.
La forza di gravità, quella che fa cadere le mele dall’albero, esiste solo nei corpi di una certa taglia. Nel macrocosmo e nel micro circolano energie e raggi impercettibili, materie senza luce (dark) che nel loro fluire costituiscono l’universo e il suo equilibrio provvisorio. Il mondo nel quale viviamo, filosoficamente, sembra più una probabilità che una certezza. Forse ci sono addirittura multiversi, nei quali gli spin subatomici magari girano all’inverso…
I taoisti non avevano il microscopio, basavano la storia del mondo sull’impermanenza e dicevano che la strada della conoscenza non è una sola (道可道非常道). Per gli indù la danza di Shiva era la creazione continua. Fritjof Capra se n’è accorto quando prendeva il sole sulle spiagge di Big Sur, avvolto dalle cascate di energia dei raggi cosmici. Intuizioni primitive oggi in primo piano, come quella di Viṣṇu che inghiotte il tempo. Altri in Oriente contemplavano gli innumerevoli campi del Budda (buddhakṣetra) come universi paralleli. Anassimandro, a Mileto, citava l’apeiron (ἀπείρων) come materia indeterminata, base dell’universo, dentro il quale le coppie di contrari (luce/buio) stimolavano la vita. Con parole diverse i cinesi avevano identificato yin e yang (陰陽), motori complementari del tutto.
Qui non c’è spazio per ripercorrere la storia della filosofia. Spero che basti qualche allusione per far approfondire i tesori della letteratura antica. Il rapporto onde-particelle era già noto nell’antichità, anche se espresso poeticamente, senza prove materiali. In latino è da rileggere il ‘De rerum natura’ di Lucrezio.
Qui intanto tutto il mondo in digitale sta funzionando a base di bit e qubit (0/1, luce accesa/luce spenta e entrambe) con cui funzionano i computer e tutta l’elettronica. La ricerca scientifica sta ancora cercando di capire la materia oscura, che sembra costituire la quasi totalità dell’universo.
La fisica di oggi ha prodotto l’energia atomica. Purtroppo la bomba è stata una conquista più militare che scientifica. Ma in modalità quantistica abbiamo anche la super-conduttività, le risonanze elettromagnetiche, i laser, le fibre ottiche, i transistor, i microprocessori, i forni a microonde, gli smart-phone, i sensori, le criptografie, il machine learning, l’Intelligenza Artificiale e i computer quantici.
A livello subatomico, quantico, siamo nel campo della probabilità contro il determinismo dei corpi visibili. Il comportamento delle particelle infinitesime è profondamento diverso rispetto a quello degli oggetti del mondo quotidiano. Una teoria fisica unificante ancora non c’è. L’esplorazione è di frontiera!
Apperò: mica stupidi gli antichi!

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