Percorsi di intelligenza

In Media News by Paolo Lutteri

Pub: Media Duemila - Le Postille

Aut: Paolo Lutteri

Troppa carne al fuoco per chi cerca le sintesi globali. La corsa all’innovazione tecnologica è frenetica, le opportunità e le variabili crescono iperbolicamente. Ventaglio largo largo. Visioni confuse. Navigano ‘bene’ gli opportunisti del momento. A lungo termine: chissà!
I poteri politici che si affrontano oggi sono sostanzialmente due. Stati Uniti d’America e Repubblica Popolare Cinese sono leader per risorse, tecnologie, organizzazione, investimenti (e debiti), equipaggiamento militare e influenza egemonica su altri Paesi più piccoli o meno attrezzati. La capacità delle Intelligenze Elettroniche è la base nella contesa del potere.
Certo è che l’informazione e la comunicazione sono nelle mani, anzi nel mouse, di pochi. Gli strumenti di scrittura, calcolo, audiovisione con meccanismo digitale sono un sistema distribuito largamente che fa da sottofondo comune ai linguaggi, alle sintassi, agli algoritmi, ai modi di pensare e quindi alle culture e ai valori sociali.
Chi sostiene l’intelligenza artificiale tende a imporsi come guida dei processi scientifici e industriali, dei comportamenti di vita e dei consumi. Sotto l’ala dei grandi data center e dei motori algoritmici, al cittadino qualunque spetta quel minuscolo vaso di Pandora che è il telefonino, nel quale si può infilare lo scibile dell’universo. E’ come un ‘angelo custode’ delle nostre relazioni, delle nostre scelte, del nostro percorso di vita. Ovviamente riferisce alla sua divinità, o a qualche pirata.
Alle spalle ci sono editori, scrittori, pennivendoli, missionari di forze economiche, mercanti di opinione. Tutti collegabili con tutti. E caccia aperta agli indirizzi, ai dati sensibili, alle abitudini, se non alle tendenze intime, per schedare costumi e consumi, per elargire empatie e divieti, per ispirare passioni, obiettivi e consensi. I cittadini qualunque son sul menù.
Pochi ormai credono alla neutralità delle informazioni. Il vero e il falso, il contrario e il contrapposto sono costruiti dall’informatica. Con questo non è che siamo proprio tutti ciuchi ciechi: si discute, ci sono utopie e ribellioni organizzate, speranze di libertà e democrazia, voglie di indipendenza, di riscatto individuale, di privacy e diritti d’autore.
Piccoli arbitrii individuali, fantasie galleggianti nel mondo dell’integrazione globale. Rari nantes in gurgite vasto, li chiamerebbe Virgilio.
Eppure queste situazioni personali sono la sostanza del mondo, anche se marginali per le macchine. Sono sentimenti e opere d’ingegno umano che non devono sparire. E’ la biodiversità naturale dell’umana intelligenza, civiltà che va salvata dall’inquinamento o da un pensiero unico globale o da qualche sgarbato dittatore tecnocratico. Il salvataggio è nell’interesse di tutti, senza cadere nelle trappole dei tempi di Adamo ed Eva, che non hanno saputo come condividere il paradiso.
Si potrebbe, senza dicotomie e arroganze, con un approccio diligente di intelligenze naturali a quelle artificiali subordinate?
https://www.media2000.it/percorsi-di-intelligenza/

Condividi l'articolo